12 Dicembre 2018

Incendio Tmb, Raggi: «Rischio aumento per la Tari». Ed è polemica

«Ora dei costi potrebbero esserci. Dipende dalle tariffe che ci chiederanno gli impianti fuori Roma». Il Codacons e Calabria (Fi): inaccettabile anche solo immaginare un incremento. I romani pagano per il servizio di raccolta le tariffe più elevate d’Italia

di Carmen Plotino «Avevamo detto che il Tmb di via Salaria l’avremmo chiuso entro la fine del mandato, questo incendio, però, anticipa i tempi» con la conseguenza che «ora dei costi potrebbero esserci» con il conseguente aumento della Tari (la tassa dei rifiuti) che graverà sulle tasche dei romani. Lo ha detto la sindaca di Roma, Virginia Raggi, mercoledì mattina a margine dell’inaugurazione del Tim 5g innovation Hub, dopo il maxi-rogo nell’impianto di rifiuti sulla via Salaria. E scoppia la polemica.

Futuro incerto

Sulle cifre la sindaca non si sbilancia: «Dipende dalle tariffe che ci chiederanno gli impianti fuori Roma» ma il rischio che aumenti la Tari a Roma «c’è, molto onestamente va detto: potremmo essere costretti, se qualcuno ora si approfitterà della necessità di Roma dopo l’incendio. Ovviamente cercheremo di scongiurarlo o contenere più possibile l’ aumento». Su dove andranno ora i rifiuti dell’ ex Tmb, Raggi fa sapere: «So che l’ Ama, attraverso la Regione Lazio, ha già avviato trattative, in primis con l’ Abruzzo». Quindi annuncia la costruzione di un nuovo impianto per Roma. «Noi – dice – guardiamo al futuro, la migliore soluzione sul mercato sono le tecnologie di ultima generazione in grado di separare i materiali dell’ indifferenziato, a volte anche solo dal colore, con lettori ottici o laser», «una volta individuati i siti adeguati, si partirà con le autorizzazioni. I tempi non sono brevi – sottolinea -, ma gli impianti saranno utili, non solo oggi, ma in futuro».

In guerra il Codacons

Prima a risentirsi, l’associazione per i diritti dei consumatori che annuncia ricorso. «Qualsiasi aumento della Tari varato dal Campidoglio sarà impugnato dal Codacons nelle sedi opportune al fine di ottenerne l’annullamento». E in una nota del presidente Carlo Rienzi si legge: «È inaccettabile anche solo immaginare un incremento della Tari a Roma. I cittadini romani, infatti, pagano per il servizio di raccolta rifiuti le tariffe più elevate d’Italia, con una spesa pro capite pari a 270,2 euro nel 2017, superata solo da Venezia che tuttavia, essendo città lagunare, ha costi strutturali non paragonabili a quelli delle altre città». E Rienzi sottolinea: «A fronte di tariffe più elevate rispetto al resto d’Italia, i romani subiscono un servizio disastroso, con la raccolta rifiuti che funziona in modo discontinuo arrecando disagi enormi alla popolazione. A fronte di tale situazione, qualsiasi incremento della Tari nella Capitale sarebbe un grave atto illegittimo e pertanto sarà impugnato nelle sedi opportune dal Codacons». Ma anche tra le fila di Forza Italia monta la ribellione.

«L’incapacità della giunta non gravi sulle tasche dei contribuenti»

«A fronte di una raccolta dei rifiuti che ormai vive una situazione di emergenza cronica, i romani già pagano una delle Tari più alte d’Italia: non è pensabile aumentarla ancora, scaricando sui cittadini il peso delle mancate scelte politiche». Dice la deputata di Fi Annagrazia Calabria. «Inseguire soluzioni suggestive per lo smaltimento dei rifiuti, come la trasformazione dell’impianto del Salario in un centro di riciclo creativo o il ricorso a tecnologie costose che prevedono lettori ottici o laser, non può essere la risposta alla situazione che vive la Capitale. Servono pragmatismo e senso di responsabilità ed è indispensabile che l’incapacità amministrativa della giunta di Roma non gravi ancora sulle tasche dei contribuenti»

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