Incendio Eco X: la procura si muove
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fonte:
- Giornale d`Italia
La procura di Velletri vuole vederci chiaro sul rogo devastante alla “Eco X” sulla Pontina, vicino a Roma, e sulla nube tossica che per giorni fa avanti e indietro fra Pomezia, il litorale e Roma sud. Per questo gli inquirenti hanno incaricato l’ Arpa di verificare il grado di diossina eventualmente sprigionatosi nell’ aria. Entro giovedì dovrebbero essere disponibili i dati sul grado qualitativo di inquinamento dell’ aria, ovvero la natura delle con centrazioni di polveri, e venerdì ci sarà un vertice in procura per un punto della situazione Ieri, intanto, l’ Arpa ha reso noto i primi risultati sul Comune di Pomezia, dai quali emerge che i limiti sono stati superati, fino a quasi tre volte, previsti dalla legge, ma analoghi ai valori registrati in centro a Roma nei giorni di maggiore inquinamento. Ma all’ indomani della notizia arrivata dall’ Asl Rm6 sull’ amianto incapsulato sul tetto dell’ impianto andato alle fiamme, il procuratore di Velletri Francesco Prete ed il sostituto Luigi Paoletti, titolari dell’ inchiesta per incendio colposo, hanno disposto verifiche sulle fibre di amianto eventualmente liberatesi nell’ aria e avviato accertamenti anche per verificare la regolarità dell’ operato dell’ azienda rispetto alle autorizzazioni che aveva ottenuto. Checché se ne dica i cittadini sono assai preoccupati, nonostante le rassicurazioni delle istituzioni: dal Ministero della Salute alla Regione Lazio alla Asl Rm6. In questi giorni è scoppiata la polemica sui rilievi dell’ Arpa che hanno attestato finora la “qualità dell’ aria”, anche se le analisi dei valori di biossido di azoto (NO2), ozono (O3) e polveri sottili (PM10) arrivano dalle centraline fisse ben distanti dal luogo dell’ incidente. “Siamo pronti – assicurano dall’ Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale a intervenire con i laboratori, per analisi specifiche, qualora ce ne fosse bisogno, ma al momento non è ancora necessario”. Invece il Centro Agroalimentare di Roma (Car), il centro logistico e distributivo dal quale passano i prodotti ortofrutticoli che finiscono sulle tavole di Roma e del Lazio, sta disponendo controlli a campione su tutti i prodotti che arrivano in sede dalle zone del Lazio interessate, in particolare sulle verdure a foglia. L’ operazione, spiegano dal Car, riguarda soprattutto l’ eventuale presenza di diossina negli alimenti a livelli di guardia. Mentre secondo l’ Osservatorio nazionale amianto “gli effetti cancerogeni delle eventuali microfibre di amianto che potrebbero essersi sprigionate ‘ci saranno tra 20-40 anni'” invitando il sindaco di Pomezia, Fabio Fucci, a prendere “più incisive misure anche in chiave preventiva”: dall’ uso delle maschere al divieto assoluto di mangiare frutta e verdura prodotta entro i 5 km dal rogo e misure igieniche per tutti gli altri prodotti fino alla pulizia dei terrazzi e balconi. Invece il Codacons ha presentato un nuovo esposto alla procura di Velletri denunciando il Comune di Pomezia, il comando della polizia locale e la Asl Rm6 perché “i residenti avrebbero più volte segnalato i rischi derivanti dall’ accumulo di plastica e immondizia nel cortile della società, senza tuttavia ottenere alcuna risposta”.
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