Incendio di Trezzano, morte anche la piccola Leticia e la baby sitter
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fonte:
- Corriere della Sera
«Ore 16, abbiamo perso le speranze»
Incendio di Trezzano, morte anche la piccola Leticia e la baby sitter. La madre di Valeria: non abbiamo potuto dirle addio
«Aspettate, vi prego. Datele un?ultima speranza. Tenetela in vita fino a quando arriverà un amico al suo capezzale. Nostra figlia non può morire senza avere accanto un volto conosciuto che prega per lei e la saluta per l`ultima volta». Sono parole strazianti ma perentorie, quelle di Juarez Santos da Silva e Terezinha Lopez, i genitori di Valeria, la ragazza che venerdì notte, prima del rogo, stava giocando con i fratellini Dos Anjos nella mansarda del ristorante-pizzeria «Bufalo Vichingo» di Trezzano sul Naviglio. Dopo il piccolo Leonel, 5 anni, deceduto a poche ore dall`incendio, anche la sorellina Leticia, 7 anni, e la giovane brasiliana di venticinque anni, amica di famiglia, non ce l`hanno fatta. Ieri pomeriggio, alle 17, quando dal Brasile i Lopez lanciavano quest`ultimo appello disperato ai medici del Policlinico, dove Valeria era ricoverata in coma irreversibile, la piccola Leticia era già morta da un`ora alla clinica pediatrica «De Marchi». Per Valeria, i medici hanno voluto esaudire le preghiere dei genitori. Solo alle 18.20, quando i pochi conoscenti hanno lasciato il capezzale della ragazza, è stato staccato il respiratore. Per tutto il giorno, il vicedirettore sanitario del Policlinico, Francesco Della Croce, è rimasto incollato al telefono con il viceconsole del Brasile a Milano, Luis Antonio Silva e con Marzia, una cittadina brasiliana da tempo residente a Roma. Sono stati loro a fare da tramite tra i medici e i familiari della giovane. Nel paesino brasiliano al confine con la Bolivia, Campo Grande, dove vivono, i genitori di Valeria e Reinaldo, il fratello di ventitré anni, si sono raccolti in preghiera assieme a parenti e vicini. Ieri, per tutto il giorno, non si sono arresi alla morte di Valeria e si sono opposti fermamente per motivi religiosi alla richiesta di autorizzare l`espianto degli organi: hanno pregato i medici di tenerla in vita per permettere a un connazionale, che conosceva la figlia, di vederla per l`ultima volta.
Il giovane, berretto da baseball nero in testa, i capelli raccolti in un codino, è arrivato al Policlinico alle 18, accompagnato dal vicedirettore sanitario fino alla sala di neurorianimazione del padiglione Beretta. E` rimasto in lacrime davanti a Valeria, recitando sottovoce al suo capezzale una preghiera in portoghese per accompagnarla nell`ultimo viaggio. Solo quando ha lasciato il reparto, i medici hanno spento i macchinari che la tenevano ancora in vita. Sul fronte delle indagini, aperte dal pm Fabio De Pasquale, non è ancora trapelato nulla di nuovo.
Questa mattina i vigili del fuoco e i carabinieri effettueranno un sopralluogo al «Bufalo Vichingo» per accertare le cause del rogo. Dovranno verificare se all`origine dell`incendio, come è sembrato in un primo momento, ci sia il cortocircuito di uno degli elettrodomestici stipati nella mansarda. Anche sull`agibilità del sottotetto – sulla quale il Codacons ha espresso dei dubbi, nonostante i carabinieri di Corsico ne abbiano confermato la regolarità – saranno eseguiti degli accertamenti. Il sindaco di Trezzano, Luisella Pirani, intanto, ha dichiarato che verrà proclamato il lutto cittadino e che il Comune sosterrà le spese dei funerali delle vittime.
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