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27 Luglio 2009

Incendi in Sicilia, muore genovese a licata

L’uomo, 55 anni, stroncato da infarto mentre cercava di spegnere un rogo di sterpaglie

 C’è una vittima genovese negli incendi che stanno devastando varie zone della Sicilia. Si tratta di Luigi Marco Miglietta, 55 anni, autore e regista della Rai (volto noto di "Festa italiana" su Rai1), che ha perso la vita in un rogo, se così si può dire, minore. È successo nell’Agrigentino, a Licata, dove Miglietta era ospite con la moglie e il figlio di 8 anni nella tenuta vinicola "Barone La Lumia". Un rogo di sterpaglie ha circondato la tenuta, i vigili del fuoco di zona erano impegnati in un altro incendio e Miglietta, colpito recentemente da un infarto, si è sentito male mentre si dava da fare per tentare di spegnere le fiamme. È morto poco dopo essere arrivato all’ospedale di Licata dove lo aveva portato la moglie, Antonella Vannucci, disperata, insieme al figlio piccolo. «Gridava terrorizzato: papà non morire, non ci lasciare», ha raccontato la donna. Secondo i testimoni, i vigili del fuoco sarebbero arrivati sul posto tre ore dopo la chiamata, partita alle 19 di sabato sera. Certo, in quegli stessi frangenti, decine di squadre operavano sulla Sicilia – via terra e con gli aerei – per domare le fiamme a Mandanici, in provincia di Messina, dove i fronti di fuoco lambivano i centri abitati minacciando abitazioni di campagna e aziende. Le fiamme che sono divampate per tutto il giorno, non si erano ancora placate durante la notte e, ieri mattina, Mandanici era solo una delle sei località devastate dalle fiamme. Dall’alba di ieri sono ripresi i lanci di acqua e liquido ritardante effettuati da un elicottero Sierra del Corpo forestale, un canadair della protezione civile e due aerei ultraleggeri «Boss» un po’ su tutte le zone critiche. Fiamme anche nella piccola isola di Marittimo nelle Egadi. Nel Messinese sono decollati aerei richiesti nei territori di Gallodoro e Motta Camastra, in aree dove sorgono case sparse e strutture turistiche. L’unica situazione sotto controllo ieri mattina (anche se ancora attiva e in corso di bonifica) era l’incendio (anche questo partito sabato pomeriggio) a Giardini Naxos, ancora in provincia di Messina. Qui le fiamme si erano avvicinate all’ospedale cittadino e alle strutture alberghiere. Due gli incendi un provincia di Catania a Piedimonte Etneo, dove è intervenuto un elicottero Sierra, e Adrano con il fronte che interessa il monte Intraleo sul quale ha operato per tutto il giorno un elicottero. Problemi anche a Monterosso Almo, in provincia di Ragusa. Squadre dei Vigili del Fuoco e della Forestale hanno operato per tutta la notte di sabato. E nemmeno ieri si è fermato il lavoro degli elicotteri del Centro operativo antincendio e dei Canadair della Protezione Civile. Roghi di vaste proporzioni sono stati domati sull’isola di Marettimo, in provincia di Trapani, nell’arcipelago delle Egadi. E in giornata, un elicottero "Orso Bruno" Erickson si è alzato in volo per spegnere un rogo con un fronte del fuoco di 100 metri, scoppiato in località San Marco nel Comune di Sciacca (Agrigento), che ha distrutto diversi ettari di bassa macchia mediterranea. Gli incendi sono stati favoriti dalla temperatura torrida (tra sabato e domenica nel Siracusano sono stati toccati nuovamente i 47 gradi prima che il termometro si abbassasse leggermente) e dal forte vento, che ieri soffiava da Nord Ovest. Ma i tecnici dei vigili del fuoco sottolineano che la maggior parte dei roghi sono di natura dolosa.  Ieri il Codacons ha proposto la creazione di "ronde antincendio" e l’istituzione di una taglia contro i piromani. Anche alla tenuta "Barone La Lumia", dove è scoppiato l’incendio che è stato fatale per il genovese Luigi Marco Miglietta, originario del quartiere di San Fruttuoso, dove era molto radicato nonostante il lavoro lo avesse portato spesso fuori Genova (a Milano prima, a Roma poi) sono sicuri che si sia trattato di un rogo doloso. «Sporgeremo denuncia», ha detto Salvatore La Lumia. «Ma sarà un fascicolo contro ignoti che non mi restituirà mio marito» ha aggiunto con la voce spezzata dal pianto la moglie di Miglietta. «Se i pompieri non fossero stati impegnati in altre emergenze dolose – prosegue la donna – se la tenuta non fosse rimasta abbandonata a se stessa nel gestire l’emergenza che ha scatenato il malore di mio marito, forse oggi sarebbe ancora qui».
 

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