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8 Maggio 2002

Incendi, assolta la Protezione civile

DAL GUP DI ROMA


Nel `98 morirono due persone e vennero distrutte migliaia di ettari di bosco

Incendi, assolta la Protezione civile



CATANZARO ? Finisce con sei assoluzioni e un «non luogo a procedere» perchè il fatto non sussiste, l`inchiesta aperta dalla Procura di Roma sugli incendi avvenuti nel 1998 in Calabria nei quali morirono due persone. Il Gup di Roma Claudio Tortora ha scagionato Andrea Todisco, all`epoca capo del Dipartimento della protezione civile; Maria Carolina Lecchini, dirigente di prima fascia del Dipartimento dei servizi tecnici nazionali presso la presidenza del Consiglio dei ministri; Francesco D`Arcangelo; Massimo Irsuti; Aldo Cavallari e Roberto Andreani, membri della commissione di Alta viglianza, nominata presso la stessa presidenza e Giuseppe Spadaccini, responsabile della Sorem srl, nonchè della San srl collegata alla prima, che si era aggiudicata il servizio aereo antincendi boschivi. I reati ipotizzati dal pm Silverio Piro andavano, a seconda delle singole posizioni, dall`omicidio colposo all`incendio, dall`abuso d`ufficio al falso. Secondo la Procura della capitale, che aveva iscritto sul registro degli indagati anche il nome del direttore dell`Agenzia della Protezione civile Franco Barberi, salvo poi chiederne l`archiviazione, sarebbero state commesse una serie di irregolarità consistite nell`assegnare l`appalto per il servizio aereo antincendi boschivi a una ditta che era sprovvista «dei requisiti tecnici, logistici e finanziari», in quanto nel `97 «all`atto della sua partecipazione alla gara, per la gestione degli aeromobili CL415 di proprietà del Dipartimento, risultava essere una società di dimensioni molto ridotte, senza dipendenti e abilitata a un solo aeromobile». Non solo, ma per il pm Piro gli imputati avrebbero concorso «a cagionare per colpa l`estensione della propalazione di più incendi di rilevantissime proporzioni» che provocarono i decessi di Salvatore Bruzzese a Gioiosa Jonica e di Maria Fazzolari a Caulonia, entrambi in provincia di Reggio Calabria, avvenuti il 3 luglio del `98. Per l`accusa, i sette, con la loro condotta negligente, avrebbero determinato, inoltre, «il mancato concorso aereo e quindi l`invio di un congruo numero di aeromobili sui luoghi degli incendi sviluppatisi» in alcuni comuni della Locride e consentito alle fiamme di distruggere «migliaia di ettari di bosco e di coltivazioni», oltre al danneggiamento di diverse abitazioni. Il Codacons, che si era costituito parte civile tramite l`avvocato Claudio Coratella, ha annunciato che presenterà un`istanza al Pm Silverio Piro affinchè proponga appello contro le decisioni del Gup Tortora a tutela dell`ambiente e dei cittadini.

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