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26 Luglio 2009

Incendi: ancora roghi. Primi interrogatori

 Ancora un giornata di lotta contro il fuoco in Sardegna, Sicilia e Calabria. Roghi a Berchideddu, parte l’inchiesta: interrogate per alcune ore diverse persone in procura a Tempio Pausania

 
Le temperature sono in lieve calo, ma gli incendi hanno continuano a bruciare la Sardegna: quattro degli otto roghi attivi stamani intorno alle 10 su tutto il territorio nazionale riguardano la Sardegna. Lo rende noto il Dipartimento nazionale della Protezione civile. "Abbiamo superato due giorni difficili – dice all’ANSA il generale Luciano Massetti, responsabile dell’attività aeronautica della Protezione civile – solo ieri abbiamo dovuto fronteggiare 39 incendi tra Sardegna, Sicilia, Puglia e Calabria. Oggi le temperature sono in lieve calo, anche se in Sardegna c’é un po’ di maestrale. Ci sono mezzi a sufficienza, le squadre a terra stanno lavorando e tutti gli operatori della Protezione civile sono in servizio. Niente ferie". I roghi in Sardegna, continua Massetti, "riguardano sempre le stesse zone, il sassarese, Olbia e Tempio Pausania, alle quali si è aggiunto Macomer. Allo spegnimento stanno lavorando dieci velivoli, di cui due dell’Unione europea nell’ambito di un progetto di cui la Protezione civile è parte e che sono di base a Bastia, in Corsica". Situazione sotto controllo Rientra lo stato d’allarme in Sardegna e nel bilancio pomeridiano del centro operativo regionale del Corpo Forestale di Vigilanza Ambientale, oltre al completamento della bonifica dei quattro roghi registrati nelle prime ore del mattino, figurano solo due nuovi incendi, entrambi nella parte meridionale dell’isola, a Villacidro e a Sant’Antioco. In quest’ultima località le fiamme si sono avvicinate a una spiaggia, ma non si è resa necessaria l’evacuazione dei bagnanti per il pronto intervento delle squadre a terra e dei vigili del fuoco. Completata la bonifica anche in queste due località sarà possibile tracciare un bilancio definitivo dele superfici percorse dalle fiamme nell’ultima settimana. Probabilmente risulteranno superiori ai 25 mila ettari. Secondo il centro operativo regionale il 70% degli incendi sarebbe di origine dolosa e il 30% colposa. Su tutti gli episodi sono in corso indagini di polizia giudiziaria a cura dello speciale nucleo investigativo della Forestale regionale e delle altre forze di polizia. Brucia anche la Sicilia Anche oggi sono numerosi gli incendi, spesso dolosi, che divampano in Sicilia. Squadre dei Vigili del Fuoco e della Forestale sono impegnate dalla notte scorsa in diverse zone dell’isola nelle operazioni di spegnimenti, anche con l’ausilio di elicotteri del Centro operativo antincendio e di Canadair della Protezione Civile. Due roghi di vaste proporzioni sono stati domati sull’isola di Marettimo (Trapani) nell’arcipelago delle Egadi e a Piedimonte etneo (Catania). Altri cinque incendi sono ancora attivi. La zona più colpita, ancora una volta, è quella del messinese: le fiamme stanno divorando diversi ettari di macchia mediterranea a Gallodoro, Motta Camastra e Mandanici, dove è intervenuto anche un Canadair. Le squadre e gli elicotteri della Forestale stanno operando anche sulle pendici dell’Etna, ad Adrano (Catania), e a Monterosso Almo, in provincia di Ragusa. Gli incendi sono favoriti anche dalla temperatura torrida (ieri nel siracusano sono stati toccati nuovamente i 47 gradi) e dal forte vento, che oggi soffia da Nord Ovest. Ma i tecnici dei vigili del fuoco sottolineano che la maggior parte dei roghi sono di natura dolosa.  Ieri il codacons ha proposto la creazione di ‘ronde antincendio’ e l’istituzione di una taglia contro i piromani. Roghi in Calabria La zona più colpita dagli incendi è la provincia di Reggio Calabria. A Motta San Giovanni ed Africo, ad esempio, sono intervenuti un Canadair e un elicottero che hanno effettuato numerosi lanci di acqua e liquido ritardante. Anche l’area del cosentino è particolarmente interessata dai roghi: nel corso della notte a San Nicola Arcella un incendio di vaste proporzioni ha lambito una zona con alcune abitazioni. Solamente l’intervento di numerose squadre dei vigili del fuoco, del corpo forestale dello Stato e della protezione civile ha evitato l’evacuazione di alcune case. La sala operativa della protezione civile regionale, i vigili del fuoco e il corpo forestale dello Stato stanno monitorando costantemente la situazione predisponendo l’invio delle squadre a terra che svolgono l’attività di spegnimento dei roghi e quella successiva di bonifica delle aree. Sardegna: primi interrogatori Sono state interrogate in Procura a Tempio per più di 12 ore alcune persone sospettate di essere coinvolte nell’incendio che giovedì scorso ha incenerito 8 mila ettari di macchia mediterranea e boschi tra Berchiddeddu, Loiri e Padru, in Gallura. Al momento, si apprende a palazzo di giustizia, nessuno è stato ancora iscritto sul registro degli indagati. Secondo gli investigatori del Corpo Forestale regionale, che hanno consegnato un corposo rapporto al pubblico ministero Daniela Isaia, tutti gli interrogati sarebbero stati sentiti come persone informate sui fatti. La lunghezza degli interrogatori, condotti dal sostituto procuratore Isaia, testimonierebbe però la complessità delle indagini e la difficoltà di attribuire responsabilità specifiche. Tutti gli interrogati, inoltre, sarebbero soggetti già noti alla Forestale per precedenti specifici e tenuti quindi sotto controllo durante le giornate a rischio. Al termine degli interrogatori il magistrato ha disposto nuovi accertamenti istruttori che sono attualmente in corso.

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