17 Gennaio 2014

Incarico per trascrivere le intercettazioni Il processo sui «Corsi d’ oro» entra nel vivo

Incarico per trascrivere le intercettazioni Il processo sui «Corsi d’ oro» entra nel vivo

Udienza veloce nel processo “Corsi d’ oro” sulla formazione professionale, solo il tempo di conferire l’ incarico a due consulenti e rinviare.Il giudizio immediato per i 18 imputati, tra cui alcuni nomi eccellenti, inizia ad entrare nel vivo, ma prima bisogna superare le fasi preliminari. E’ stato disposto il conferimento incarico perle trascrizioni a due consulenti nominati dai giudici della seconda sezione del Tribunale. Si tratta di Salvatrice Addamo e Fabio Colucci che si dovranno occupare delle trascrizioni delle intercettazioni telefoniche ed ambientali e dei flussi telematici, sarebbe a dire le email finite nei faldoni dell’ inchiesta. I due consulenti hanno chiesto un termine di 45 giorni. Le parti torneranno in aula il 5 marzo per sentire due consulenti della pubblica accusa: il commercialista reggino Giuseppe Barreca e l’ esperto Dario Megna. Il processo è solo all’ inizio, nelle precedenti udienze non sono mancate le prime schermaglie tra accusa e difesa e si sono costituiti parte civile la Regione siciliana, il Codacons ed alcuni dipendenti. Era il mese di luglio quando scoppiò lo scandalo formazione professionale a Messina e tre enti finirono nell’ indagine svolta dalla sezione di Pg della polizia e dalla Guardia di Finanza. Ai domiciliari finirono personaggi eccellenti. In realtà la Procura da tempo aveva acceso i riflettori sulla galassia degli enti di formazione professionale. Poi le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita, dal sostituto procuratore della Dda Camillo Falvo e dai sostituti procuratori Antonio Carchietti e Fabrizio Monaco, si sono allargate collegandosi tra loro. Sono così emersigli intrecci con la politica che emergono nello stesso capo d’ imputazione dove si contesta, solo per alcuni imputati, l’ associazione una “gestione -recita il capo d’ imputazione -orientata anche a finalità di propaganda politico -elettorale e finanziata con fondi erogati dalla Regione Siciliana, ottenuti grazie anche all’ accreditamento politico effettuato dagli esponenti politici di riferimento-; nonché per trarre profitto dalla predetta gestione attraverso società private fornitrici di servizi, di cui avevano il controllo, diretto o indiretto, persone appartenenti al medesimo gruppo politico e/o familiare che aveva la rappresentanza degli enti”. Agli arresti seguirono anche i sequestridi beni, in due tranche laprima aluglio, la seconda a novembre (in parte annullati dal riesame) ed i ricorsi della difesa. Nel frattempo la procura ha deciso di bruciare i tempi ed arrivare subito davanti al Tribunale, ad ottobre il gip fissa il giudizio immediato ed il 17 dicembre si è aperto il processo. Nel frattempo la procura ha chiesto la proroga delle indagini per un altro troncone d’ inchiesta che è ancora in corso. L’ immediato è stato chiesto per Elio Sauta, la moglie Graziella Feliciotto, Chiara Schirò, moglie del deputato del Pd Francantonio Genovese, Concetta Cannavò, Natale Lo Presti, Nicola Bartolone, Carlo Isaja, Melino Capone, Natale Capone, Giuseppe Caliri, Salvatore Giuffrè, Daniela D’ Urso, moglie dell’ ex sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca del Pdl, Daniela Pugliares. Ancol, Elfi Immobiliare srl, Sicilia Service srl, Centro Servizi 2000 srl, Associazione Pianeta verde. Le accuse contestate a vario titolo sono di associazione finalizzata al peculato ed alla truffa reati finanziari e falsi in bilancio connessi alla gestione degli enti di formazione professionale, peculato, truffa, tentata truf.
 

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