16 Gennaio 2015

«Inalca, dai sindaci più chiarezza»

«Inalca, dai sindaci più chiarezza»

CASTELVETRO Il comitato “No biomasse Inalca” ha chiesto un incontro con i sindaci e gli assessori all’ ambiente dei Comuni di Castelnuovo, Castelvetro, Spilamberto e Vignola unitamente all’ Unione delle Terre dei Castelli «per avere chiarimenti sullo stato di avanzamento della pratica riguardante il progetto per la costruzione di una centrale a biomasse di origine animale presentato da Inalca nel 2011 e non ancora concluso», scrive lo stesso comitato. «La storia di questo impianto vede da sempre scarsa trasparenza – dicono dal comitato – Quando ci rendemmo conto nel 2011 della minaccia incombente che per il nostro territorio significava un impianto che avrebbe utilizzato 30.000 tonnellate l’ anno di cascami e carcasse di animali, costituimmo il comitato. Ne fanno parte cittadini di Castelvetro, Castelnuovo e Spilamberto. Le emissioni nocive che ricadrebbero nel raggio di alcuni chilometri dalla ciminiera equivarrebbero, solo per l’ anidride solforosa, alle esalazioni in un anno di 150.000 auto con percorrenza media di 15.000 chilometri, senza considerare gli altri inquinanti potenzialmente cancerogeni. Il comitato ha messo in atto numerose iniziative di sensibilizzazione della cittadinanza, delle istituzioni e delle forze politiche mentre, da parte dell’ azienda e della precedente amministrazione comunale di Castelvetro, si cercava di accreditare una versione edulcorata e falsamente tranquillizzante. Abbiamo raccolto oltre 6.000 firme consegnate agli amministratori locali. Nel 2012, in prossimità delle elezioni di maggio, il Comune di Castelnuovo espresse un parere negativo alla realizzazione dell’ impianto e apparve la notizia che la Provincia aveva bocciato il progetto. Pensavamo fosse finita lì, invece no. Nel giugno 2012 la Provincia ha approvato in tutta fretta il progetto del solo impianto di estrazione dell’ olio/grasso dai cascami e dalle carcasse; abbiamo presentato ricorso al Tar. Il Comune di Castelnuovo, dopo le elezioni, ha ritirato le osservazioni riguardo l’ inidoneità del luogo. Il Comune di Castelvetro ha approvato il “piano di sviluppo Inalca” e il permesso di costruire con variante al Prg in deroga alla legge Galasso che impone il rispetto ambientale entro 150 metri dai corsi d’ acqua (torrente Guerro). In campagna elettorale 2014 l’ ex sindaco di Castelvetro affermò che Inalca aveva rinunciato al progetto, ma non è così. Stiamo portando avanti con il Codacons il ricorso al Tar e abbiamo presentato altre istanze su irregolarità nel processo autorizzativo. Inalca ha dichiarato che l’ aria satura di particelle maleodoranti verrà aspirata integralmente. Sulla base delle nostre verifiche, siamo convinti invece che gli odori nauseabondi si diffonderanno nelle aree abitate circostanti. Abbiamo già fornito al Comune di Castelvetro i nostri calcoli; abbiamo inoltre il forte timore che, una volta costruito il rendering, Inalca ripresenti il progetto dell’ impianto di cogenerazione e riesca poi ad ottenere le autorizzazioni dagli enti preposti scavalcando così le istanze di migliaia di cittadini».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this