“inaccettabili i rincari su pedaggi e benzina”
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fonte:
- Il Secolo XIX
Genova. Inaccettabile. E’ la parola d’ ordine comune alle reazioni contro gli aumenti che inaugurano il nuovo anno. Gas, benzina e soprattutto autostrade. I partiti di opposizione e le associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra. Da domani con gli aumenti in media del 2,7 per cento, ma con punte anche oltre il +15 per cento, per i pedaggi autostradali, dopo gas, acqua, rifiuti rc auto e tariffe – accusano i consumatori – salirà a 600 euro in più l’ incremento della spesa media delle famiglie italiane per il 2010. Per Adusbef e Federconsumatori è l’ «ennesimo via libera del Governo ad aumenti del tutto ingiustificati, che vanno ad aggiungersi a quelli scattati nel maggio scorso e incideranno pesantemente sulle tasche dei cittadini, già provate dalla terribile annata della crisi. Secondo Rosario Trefiletti ed Elio Lanutti, presidente delle due associazioni, il rincaro delle tariffe graverà in maniera diretta, per chi utilizza il servizio autostradale, ma anche indiretta sull’ agricoltura, come spiegano da Coldiretti, «a causa del conseguente aumento dei costi di trasporto, che si rifletterà sui beni di consumo trasportati in larghissima parte su gomma». Una reazione a catena che è stato calcolato inciderà con un aumento del tasso d’ inflazione dello 0,2 per cento, che, tradotto in soldi contanti da sborsare, corrisponde a 60 euro annui in più per famiglia. La reazione di Adiconsum è ancora più dura, motivata da aumenti considerati «ben al di sopra del tasso d’ inflazione». «La raffica di aumenti per i pedaggi autostradali dal prossimo primo gennaio – dichiara Pietro Giordano, segretario nazionale Adiconsum – non ha nessuna motivazione, né inflazionistica né dettata da investimenti strutturali su un sistema autostradale fermo agli anni ‘ 60. La media degli aumenti è pari al 2,40 per cento, ma su alcune tratte l`aumento raggiunge una percentuale pari al 4,78, come sulla Roma-L`Aquila, imponendo di fatto una "gabella di transito" pari a 6 euro per tutti i pendolari del quadrante est dell`hinterland capitolino, solo per fare un esempio». La nota dell’ Adiconsum ci va giù duro «le aziende private concessionarie continueranno a lucrare, ed è – continua- l`ennesimo aumento dei pedaggi nel 2009, che favorisce in particolare Autostrade per l`Italia che gestisce 2854,6 chilometri dell`intera rete autostradale e che vede solo un minimo introito (circa 270 milioni) per l`Anas. Così continuerà ad allargarsi la forbice tra il sistema autostradale del Nord e quello del Sud, con la telenovela del completamento della Salenro-Reggio Calabria». Più mirata l’ analisi di Carlo Pileri, il presidente dell’ Adoc, che guarda ai terremotati abruzzesi e ritiene «assurdo il rincaro del 4,78 per cento per il pedaggio sulla Strada dei Parchi che collega l’ Abruzzo». Dopo il disastroso terremoto la zona, rileva Pileri, «non si è ancora ripresa, molte famiglie hanno ancora la necessità di fare continui trasbordi da e per il proprio luogo d’ origine, aumentare il pedaggio è un danno grave e ingiustificato». Per questo, conclude, «chiediamo che sia posto un blocco agli aumenti sulla Strada dei parchi, mantenendo in vigore le attuali tariffe e auspichiamo, inoltre, una diminuzione dei prezzi che porti i valori delle tariffe autostradali al periodo antecedente il terremoto». Un intervento che permetterebbe anche il rilancio del turismo nella Regione, un settore fondamentale per l’ economia. Codacons punta invece sul rincaro benzina e considera più che sospetto l’ aumento di questi giorni, 20 euro in media per chi si sposterà a Capodanno: «Ancora una volta, in occasione dell’ esodo di milioni di automobilisti, i prezzi dei carburanti tornano a salire vertiginosamente. Le compagnie petrolifere – ruggisce il presidente Carlo Rienzi – hanno fatto una bella sorpresa di fine anno agli italiani regalandogli l’ ultima stangata del 2009». Le critiche dei partiti di opposizione, targate Partito Democratico e Italia dei Valori, sono rivolte all’ azione di governo. «A pagare le decisioni sbagliate del potere politico sono sempre i cittadini», afferma il vicepresidente dei senatori del Pd Luigi Zanda che lamenta l’ assenza di un’ Autorità indipendente che monitori le concessioni autostradali approvate dal Governo con decreti legge e «garantisca seri investimenti sulla manutenzione della rete». L’ assenza di un’ Autorità, conclude, «è imperdonabile nel settore dei servizi pubbliche e gli italiani pagheranno presto le conseguenze anche per la prossima privatizzazione della gestione dell’ acqua». Sullo scenario futuro delle fonti idriche torna anche Felice Belisario, capogruppo dei senatori Idv, che inquadra nella responsabilità diretta del Governo gli aumenti di ieri: «Berlusconi e il centrodestra fanno regali ai propri amici e sostenitori, come hanno fatto con lo scudo fiscale e come si accingono a fare con le multinazionali per quel che riguarda acqua e acquedotti». I. Lomb. © riproduzione riservata 31/12/2009.
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