29 Aprile 2014

In volo sulle spiagge di Jesolo i droni a caccia degli abusivi

In volo sulle spiagge di Jesolo i droni a caccia degli abusivi

JESOLO (Venezia) – Droni a caccia di venditori abusivi. È la nuova tecnologia per contrastare il commercio illegale a Jesolo, sgominare bande dedite allo spaccio di droga, monitorare l’ emergenza mareggiate o ritrovare persone che si perdono. Ma qualche turista potrebbe non gradire, come dimostra un recente sondaggio del Consorzio Manzoni sull’ installazione di telecamere nello stabilimento balneare: la maggior parte degli ospiti preferisce godersi la vacanza lontana da occhi indiscreti. Ieri mattina una ditta specializzata ha mostrato agli agenti della polizia locale, al sindaco Valerio Zoggia e all’ assessore alla sicurezza Luigi Rizzo l’ utilizzo dei velivoli. Droni comandati fino a una distanza di 250 metri e che raggiungono un’ altezza di 80 metri sorveglieranno Jesolo e daranno la caccia ai venditori ambulanti. La decisione dovrà essere votata in giunta ma il primo cittadino si dice pronto a una sperimentazione di un paio di settimane già dall’ estate. Il noleggio di un apparecchio che «pattuglierà» il territorio costerà alle casse del Comune diecimila euro a settimana. «Dalla dimostrazione abbiamo visto che funziona – commenta il sindaco – l’ unico difetto è che a un’ altezza di 20-30 metri si può udire un ronzio e questo potrebbe scatenare la fuga di qualche delinquente. Se avremo risultati, penseremo all’ acquisto per il prossimo anno». Il drone potrebbe volare sopra Jesolo per due o tre settimane tra luglio e agosto, quando la spiaggia sarà invasa dai turisti e pure dagli abusivi. Venditori ambulanti che già affollano l’ arenile, anche nei primi giorni di apertura della stagione, come dimostrano i sequestri effettuati dalla polizia locale il 25 aprile: oltre seicento pezzi tra giocattoli, capi di abbigliamento, cinture, borse, portafogli anche contraffatti. «Con 10mila euro potremmo noleggiare diversi droni, ma ci accontenteremo di uno che sorveglierà il territorio in via del tutto sperimentale» continua Zoggia. A pilotarlo saranno due vigili, previa formazione, affinchè non ne perdano il controllo, come invece è successo nei giorni scorsi a San Zenone degli Ezzelini, nel Trevigiano: mentre si svolgevano le riprese della Fiera di San Marco, un apparecchio è sfuggito ed è stato perso nonostante il gps. L’ uso di droni per contrastare l’ abusivismo però trova qualcuno un po’ scettico, come il presidente di Federconsorzi Renato Cattai: «Il controllo, anche attraverso queste tecnologie, è positivo. Ho qualche dubbio sull’ efficacia. Non è filmandoli che si cacciano i vu cumprà». La città, seppur sembra approvare l’ utilizzo dei droni, auspica allo stesso tempo un maggiore presidio del territorio da parte delle forze dell’ ordine che non possono essere sostituite da apparecchi elettronici. «Ci vogliono pubblici ufficiali che pattugliano costantemente l’ arenile – continua Cattai -. In questo modo si disincentiva la delinquenza». E come lui la pensa anche il presidente nazionale di Codacons, Marco Donzelli: «Utilizzare un drone per contrastare il commercio abusivo mi sembra eccessivo. Se si tratta di droga o di violenza è un conto, ma senza un presidio delle forze di polizia il drone potrebbe addirittura incoraggiare la criminalità. Notandolo, i delinquenti potrebbero semplicemente darsi alla fuga». Dietro all’ utilizzo delle telecamere volanti potrebbe esserci anche un problema di privacy. «Sicuramente a qualcuno darebbe fastidio, ma l’ ordine pubblico va al di sopra della privacy» continua Donzelli. Alcuni turisti, però, sembrano non gradire la presenza di troppi occhi indiscreti. «Di recente abbiamo fatto un sondaggio – spiega il presidente del Consorzio Manzoni, Amorino de Zotti – i nostri ospiti hanno rifiutato l’ installazione di nuove telecamere. L’ uso dei droni è un’ iniziativa lodevole, ma qualche osservazione potrebbe arrivare». Eleonora Biral RIPRODUZIONE RISERVATA.

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