1 Settembre 2015

In un momento di crisi economica il consumatore diventa fai da te

In un momento di crisi economica il consumatore diventa fai da te
il codacons attraverso una recente indagine lancia l’ allarme sui rimedi farmaceutici

CATANIA- Sempre più sono le famiglie che provvedono alle loro esigenze con il faidate. Un sistema che sicuramente aiuta l’ economia familiare e permette di avere quello che si desidera. Da premettere che il faidate deve comunque essere responsabile, informarsi sempre è l’ inizio del miglior risparmio su qualsiasi settore. Ciò su cui Codacons insiste sul Ma nuale pratico per vivere bene in tempo di crisi è che occorre sapere essere consumatore riconoscendo i diritti che possono essere riconosciuti attraverso una serie di accorgimenti che possono limitare gli sprechi. I consumatori italiani hanno ridotto le spese ma con il faidate si abbattono i costi e anche se si impiega più tempo il risultato non è deludente. Da quanto emerge dal rapporto di Codacons, le famiglie, in questi ultimi anni, riescono sempre meno a risparmiare. Una famiglia italiana su tre si è trovata in difficoltà a sostenere alcuni costi, ma c’ è anche chi si è trovato in gravi situazioni di disagio legate all’ improvvisa perdita di reddito o alla disoccupazione di un famigliare. Un altro spunto di riflessione lo forniscono le stime diffuse nel Report Istat che si basano sui dati dell’ Indagine sulle spese delle famiglie. Nel 2014, 1 milione e 470 mila famiglie (5,7% di quelle residenti) è in condizione di povertà assoluta, per un totale di 4 milioni 102 mila persone (6,8% della popolazione residente). Dopo due anni di aumento, l’ incidenza della povertà assoluta si mantiene sostanzialmente stabile; considerando l’ errore campionario, il calo rispetto al 2013 del numero di famiglie e di individui in condizioni di povertà assoluta (pari al 6,3% e al 7,3% rispettivamente), non è statisticamente significativo (ovvero non può essere considerato diverso da zero). La povertà assoluta è sostanzialmente stabile anche sul territorio, si attesta al 4,2% al Nord, al 4,8% al Centro e all’ 8,6% nel Mezzogiorno. (Fonte Istat sulla Povertà delle famiglie). E se il faidate in casa, verniciare, aggiustare mobili, o quant’ altro trova facile canale attraverso i centri commerciali, i Brico, o se il faidate è indicato per la ricerca di hotel senza intermediari quali le agenzia, tutt’ altra realtà è quando il faidate è diretto ai farmaci. Il Codacons attraverso una recente indagine, infatti lancia un allarme sulla “medicina fai da te”. Il 35,8% degli italiani ricorre al web e ai numerosissimi siti di salute presenti per stabilire quali medicine assumere in caso di problemi di salute non gravi, percentuale che sfiora il 50% nella fascia d’ età compresa tra i 18 e i 30 anni. Una ricerca su internet che potrebbe esporre a un faidate rischioso per la salute e Codacons ribadisce che se il 35,8% dei cittadini cerca nel web la soluzione a disturbi fisici, vi sono la crisi economica e le liste d’ attesa nella sanità pubblica: se nel primo caso diventa impossibile il ricorso a visite specialistiche i cui costi non risultano più abbordabili, per la maggioranza degli italiani le liste d’ attesa infinite sono forse anche peggiori, perché allontanano l’ utente medio dalla sanità pubblica, rendendo difficoltoso e snervante l’ accesso a ospedali e strutture sanitarie per le quali i cittadini pagano le tasse”. Margherita Montalto.

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