16 Giugno 2016

In ufficio? No, a spasso Smascherati 16 assenteisti

In ufficio? No, a spasso Smascherati 16 assenteisti

CASERTA Lasciavano il posto di lavoro subito dopo aver timbrato il badge. Risultavano in ufficio, in realtà erano a spasso: chi un po’ di shopping, chi portava i figli a scuola oppure faceva una corsetta. Altrimenti strisciavano i cartellini di colleghi assenti che non si presentavano in azienda. Sedici «furbetti del cartellino», tutti dipendenti dell’ Asl Caserta 1, sono così finiti al centro di una indagine condotta dai carabinieri: nove sono stati arrestati e sette sono stati sospesi dal pubblico impiego. Ad emettere l’ ordinanza di custodia cautelare è stato il gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della Procura della Repubblica. Tutti sono ritenuti responsabili, a vario titolo di di truffa e false attestazioni o certificazioni in concorso, con le aggravanti di aver commesso il fatto in danno di un ente pubblico. Le indagini sono state condotte da ottobre a dicembre 2015, dopo la segnalazione di alcuni cittadini, attraverso il pedinamento e l’ analisi dei tracciati dei cartellini magnetici di riconoscimento, da cui è emersa la prassi, da parte degli indagati, di assentarsi dagli uffici dell’ Asl subito dopo aver timbrato, oppure di strisciare il badge di colleghi che nemmeno si presentavano sul posto di lavoro per andare, invece, a prestare servizio nella pizzeria di famiglia. Fra gli indagati, cinque sono dirigenti. Sulla vicenda dell’ Asl casertana è intervenuto anche il Codacons, che ha annunciato di volersi costituire parte offesa nel procedimento. L’ associazione chiederà di avviare azioni di recupero delle retribuzioni percepite negli anni dai furbetti del cartellino di Caserta, soldi che dovranno rientrare nelle disponibilità della collettività. «Si tratta di reati che, se confermati, avrebbero ripercussioni dirette per gli utenti», spiega il presidente Carlo Rienzi. «Il danno per i cittadini è duplice: da un lato il servizio reso dall’ ente pubblico, in questo caso la Asl, subisce un peggioramento a causa dell’ assenza ingiustificata dei dipendenti dagli uffici, dall’ altro vi è uno spreco di soldi pubblici». Da Palazzo Chigi annunciano che l’ aria è cambiata: giro di vite con licenziamenti «cattivi», come li chiama il premier Matteo Renzi, per i furbetti. «In soldoni accade che chi viene beccato a timbrare il cartellino e ad andarsene vede finalmente finita la pacchia. Non c’ è più la lunga trafila. È una norma di buon senso» ha sottolineato il premier al termine della riunione del Consiglio dei ministri. «Stai truffando lo Stato – ha aggiunto – c’ è il licenziamento, lasciatemelo dire, cattivo». È un licenziamento cattivo ma giusto – ha aggiunto Renzi – e il decreto c’ è, dopo la pubblicazione in gazzetta sarà legge«.

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