16 Aprile 2020

In tutta Italia fuorilegge una casa di riposo su 5

non è paese per vecchi
SALVATORE DAMA Tutti i fari sono puntati sulla Lombardia e sul caso del Pio Albergo Trivulzio. Ma la realtà è diversa da come si cerca di raccontarla. Le Rsa non sono una vergogna lombarda, si tratta di un’ emergenza nazionale. Un’ altra. In Italia una casa di riposo su cinque è irregolare. I dati sono dei Nuclei anti sofisticazioni dei carabinieri. Che, a partire da febbraio, in seguito alla dichiarazione dello stato di emergenza, hanno operato 601 accessi presso le Sra. Risultato: «104 sono risultate non conformi alla normativa (pari al 17%), mentre 61 persone sono state deferite all’ autorità giudiziaria e sanzionate altre 157, per un ammontare di multe di oltre 72mila euro». Oltre alla contestazione degli illeciti, informa ancora la nota dei Nas, «sono state rilevate specifiche violazioni relative al rispetto della normativa di sicurezza dei luoghi di lavoro, sia come mancanza di dispositivi di protezione individuale che di formazione del personale al fine di prevenire la propria incolumità e, di conseguenza, quella degli ospiti». Quindici strutture sono state chiuse perché giudicate «incompatibili con la permanenza degli alloggiati, i quali sono stati trasferiti in altri centri, nel rispetto delle procedure nazionali e regionali previste per la prevenzione di possibili contagi». TUTTI IN QUARANTENA I carabinieri citano anche una serie di casi specifici. A Reggio Calabria è stata trovata una Rsa che lavorava senza autorizzazione sanitaria. Non solo. All’ interno della stessa è stato registrato un caso di contagio e tutti gli ospiti e gli operatori sono stati posti in quarantena. Casi analoghi sono stata registrati a Cosenza, in uno ospizio dove c’ erano undici positivi al Covid-19, e a Udine, dove si è decisa l’ evacuazione immediata di 21 ospiti, tutti contagiati. Un altro focolaio è emerso ieri a Ischia. Cinque pazienti della Rsa Villa Mercede, nel comune di Serrara Fontana, sono risultati positivi al coronavirus. Un grido d’ allarme arriva anche dalle Marche. «Si fermi la strage degli anziani nelle residenze». Così i sindacati dei pensionati Spi, Cgil, Fnp, Cisl e Uilp Uil Marche dopo l’ incontro in videoconferenza con l’ Assessore regionale Angelo Sciapichetti. «È assolutamente indispensabile agire con decisione e in modo incisivo per contrastare le drammatiche conseguenze della diffusione del Covid nelle strutture per anziani». EMILIA E TOSCANA La situazione sembra essere fuori controllo anche in Emilia Romagna. Nella Rsa di Vicolo bianco, nella casa di riposo Sant’ Anna di Bologna e al Valloni di Rimini. In Toscana, idem. Il Codacons ha fatto un esposto alla procura di Prato sulla gestione della Rsa di Comeana dove dall’ inizio dell’ emergenza sono morti cinque anziani ospiti per Coronavirus e numerosi altri sono risultati positivi. Sulla vicenda di Comeana avevano chiesto aiuto anche i sindaci di Carmignano, Edoardo Prestanti, e di Poggio a Caiano, Francesco Puggelli, che avevano scritto due volte alla Regione Toscana, all’ assessore regionale alla Sanità e alla Asl Toscana Centro per prendere provvedimenti per limitare al più presto il contagio. Attualmente gli anziani contagiati nella struttura e superstiti sono 14, di cui tre trasferiti nella struttura per le cure intermedie ricavata dalla Asl nell’ ex ospedale di Prato. Un’ altra emergenza sono le carceri. A San Vittore ci sono 10 detenuti positivi gestiti dal punto di vista sanitario in isolamento e un detenuto positivo ospedalizzato. Tra le fila della polizia carceraria sono state accertati 18 casi di contagio. I dati sulla diffusione del coronavirus a San Vittore sono emersi durante la visita al penitenziario da parte del garante dei detenuti, Carlo Lio. riproduzione riservata.

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