29 Dicembre 2011

In tutta europa inchieste e cause

In tutta europa inchieste e cause

Il ministro della Salute, Renato Balduzzi, emanerà oggi un’ ordinanza che farà obbligo ai medici di notificare alle Regioni gli interventi di impianto di protesi mammarie francesi Pip effettuati. stato deciso ieri in un incontro con le Regioni che hanno concordato con il ministero la procedura per la raccolta delle informazioni sugli impianti di protesi mammarie Pip. Essa, precisa il ministero, avverrà per via telematica nel completo rispetto della riservatezza dei dati personali. Il fondatore sotto accusa Jean-Claude Mas, 72 anni, il fondatore dell’ azienda francese che ha fabbricato le protesi al seno difettose, si prepara a comparire davanti alla giustizia e, per voce del suo avvocato, riconosce di aver utilizzato silicone non conforme. E solo per motivi di soldi: Perchè lo ha fatto? Perchè era meno caro. Sarà un pò vergognoso ma, che volete farci, viviamo in un mondo capitalista, ha dichiarato il legale, Yves Haddad. Allarme in Francia Il rischio è quello di poter sviluppare tumori. Per questo, in Francia 30.000 donne che hanno avuto impiantata una protesi al seno di tipo Pip sono state richiamate dalle autorità sanitarie per rimuovere le protesi incriminate che sono fuori dal mercato da circa due anni. Le protesi sono finite sotto accusa poichè fabbricate con silicone diverso da quello dichiarato alle autorità sanitarie e destinato invece ad usi industriali. Possono perciò lacerarsi provocando infiammazioni, ma anche, secondo vari esperti, forme tumorali. In Italia almeno 5 mila protesi Sarebbero circa 4-5 mila le donne che nel nostro Paese hanno una protesi di questo tipo. Secondo una stima – spiega il chirurgo plastico Giulio Basoccu, dell’ Università La Sapienza di Roma – le protesi Pip arrivate e utilizzate in Italia sono all’ incirca il 10-15% di quelle prodotte e utilizzate in Francia. Il problema è che molte pazienti italiane potrebbero non essere a conoscenza del tipo di protesi che è stata loro impiantata, e dunque potrebbero non sapere di avere un impianto Pip. Cause in Inghilterra Circa 250 donne con impianti di seni al silicone lanceranno un’ azione legale presso un tribunale di Cardiff contro sei centri medici del Regno Unito. Le donne affermano che gli impianti prodotti dalla Poly Implant Prothese hanno provocato in molti casi problemi tra cui rotture e perdite del silicone. Class action in Italia Il Codacons annuncia una class actionalla quale possono partecipare tutte le pazienti che hanno subito un impianto di protesi Pip, mentre ha già presentato un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia in cui – anticipa l’ Associazione – si chiede di procedere per i reati di lesioni gravissime, frode in commercio e produzione e vendita di prodotti pericolosi, nonchè di accertare le responsabilità di chi, come il ministero della Salute e le altre autorità sanitarie del nostro Paese, aveva il compito di vigilare e di evitare un simile scandalo.

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