15 Maggio 2016

In tribunale piove ma la ditta chiede ancora 4 milioni

In tribunale piove ma la ditta chiede ancora 4 milioni
la codelfa
pretende soldi per lavori supplementari ed è in contenzioso con l’
amministrazione da l 2009 palazzo trissino deve affrontare 70 cause all’
anno

C’ è chi (quasi ogni tre giorni) chiede un risarcimento per una caduta accidentale dovuta a una buca; c’ è il Codacons che presenta il conto inusuale per i danni provocati dall’ inquinamento; ma c’ è anche chi realizza una mastodontica opera da 23 milioni di euro che fa acqua, nel vero senso della parola, con problemi su problemi e che pretende dal Comune il pagamento di oltre 4 milioni per lavori supplementari. È forse una delle più strane e paradossali cause (settanta all’ anno) che si trova ad affrontare l’ avvocatura di palazzo Trissino. L’ oggetto del contendere è il nuovo tribunale. Una struttura piena di difetti, come raccontato più volte, ma che, secondo la ditta costruttrice, è stata realizzata con l’ aggiunta di interventi “extra” non finanziati. IL BRACCIO DI FERRO. Il contenzioso si apre nel marzo del 2009 quando la ditta piemontese, che nel 2006 si è aggiudicata il maxi-appalto nell’ area ex Cotorossi, chiede di vedersi riconosciuta l’ esecuzione di lavori non previsti per oltre 4 milioni di euro: cementificazione di cunicoli sotterranei per assicurare i parametri legati alla staticità dello stabile. Il Comune, che già deve fare i conti con i problemi legati a impianti, pavimentazione e infiltrazioni ,resiste e nomina un perito per condurre la battaglia legale. «Abbiamo le nostre ragioni – spiega Achille Variati- e contiamo di definire la pratica tra il 2016 e il 2017». L’ ELENCO. È questa una delle più strane e onerose cause che deve affrontare l’ amministrazione comunale. «Solitamente – spiega il primo cittadino facendo riferimento alla relazione prodotta dall’ avvocato Loretta Checchinato – tra procedimenti civili e amministrativi, dobbiamo fare i conti con circa 70 citazioni all’ anno, alle quali si aggiungono qualche centinaio in sospeso. Se una volta i cittadini si facevano qualche riguardo a portare in tribunale il Comune, adesso capita che spesso si faccia causa». I GUAI “CIVILI”. Certo, non tutte le 70 cause sono ostacoli insormontabili. «La maggior parte sono di poco conto e risponde l’ assicurazione». Ma ce ne sono alcune che destano preoccupazione. Come quella riguardante un indennizzo di esproprio per un pozzo realizzato da Aim-Acque Vicentine e che potrebbe pesare per quasi un milione di euro. «Risale al 1998 – precisa il sindaco – e il privato chiede il pagamento dell’ occupazione del terreno». Stesso conto messo nero su bianco alla fine degli anni Novanta dall’ azienda che ha svolto i lavori di riqualificazione di Campo Marzo. «Nel 1999 ha presentato riserve per lavori extra svolti». Medesima motivazione quella che ha spinto la ditta costruttrice del pattinodromo e quelle che hanno realizzato i lavori in viale X giugno e al teatro a fare causa al Comune per chiedere il finanziamento di interventi non previsti («Le somme sono minori»). Messi da parte i procedimenti legati a buche e servitù di passaggio, resta un’ altra grande incognita: il pagamento della Tosap (Tassa di occupazione del suolo) da parte di Aim Valore Ambiente. «La vicenda – spiega Variati – risale ai primi anni Duemila. E la ditta ha presentato il conto ritenendo non giusto il canone al metro quadrato». AMMINISTRATIVE. Ci sono poi alcuni contenziosi fermi al Tar che rischiano di pesare notevolmente nelle casse del Comune. Primo tra tutti quello avviato da The Goal per l’ ordinanza di demolizione dell’ edificio al civico 94 di viale Trieste (richiesta danni per 4,8 milioni) o i 300 mila euro chiesti come danni per il caso degli abusi in Valletta del silenzio. O, ancora più inusuale, la causa avviata dal Codacons contro tutti i Comuni d’ Italia per chiedere un risarcimento per l’ inquinamento da Pm10.

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