10 Aprile 2015

“In tre anni triplicate le tasse sulla casa”

“In tre anni triplicate le tasse sulla casa”

Tutti i governi promettono di non aumentare le tasse ma poi quasi tutti le aumentano. La casa è uno dei beni più facili da tassare perché è lì, è ben visibile, e non scappa, a differenza di tanti altri beni molto più elusivi. Solo per questo motivo, e non perché meriti di essere colpito dal fisco più di altri beni, il mattone è spremutissimo dai tributi. Secondo la Confedilizia dal 2011 al 2014 le tasse sulla casa sono triplicate per effetto del mix Imu-Tasi. L’ associazione pubblica un dossier in vista del preannunciato arrivo della «local tax» che il governo Renzi vorrebbe collegare al Def. La tassa unica sugli immobili sarà, se non altro, più facile da pagare, ma il timore è che stabilizzi una situazione che Confedilizia definisce «insostenibile». Nel giro di un quadriennio, denuncia l’ associazione, i tributi sugli immobili sono passati dai 9 miliardi dell’ Ici 2011 ai 25 sborsati per Imu e Tasi nel 2014. E solo sotto il governo Renzi c’ è stato un aumento di 4 miliardi di euro. Nel 2012, 2013 e 2014 i proprietari di case hanno pagato 69 miliardi di imposte. Nel 2012 per l’ Imu si sono pagati 23,8 miliardi, diventati 20,4 con il governo Letta nel 2013 tra Imu e mini-Imu, e lievitati fino a 25 miliardi del combinato Imu+Tasi pagati nel 2014 con il governo Renzi. A rimetterci di più sono stati i proprietari che hanno dato gli immobili in affitto a canone calmierato, trovandosi a pagare fino al 291% in più (cioè quasi il quadruplo): nel caso di immobile con rendita catastale di 1.000 euro, è l’ esempio, si è passati dai 483 euro di Ici del 2011 ai 1.889 euro di Imu e Tasi, con un aggravio di circa 1.400 euro. E non va molto meglio a chi affitta a canone libero, il classico 4+4, che si è trovato a pagare lo scorso anno gli stessi 1.889 euro, partendo però dai 735 euro di Ici 2011. Aumenti «sconcertanti» commenta Confedilizia, «vista la funzione sociale dei contratti a canone concordato». Tutto questo ha contribuito a svalutare il patrimonio immobiliare italiano. Infatti tra il 2010 e il 2014 i prezzi delle abitazioni sono calati dell’ 11,5% e nel solo ultimo anno c’ è stata una riduzione del 4,2%, secondo gli ultimi dati Istat. Un’ associazione di consumatori, cioè il Codacons, denuncia anche il problema dei mutui, calati del 72% tra il 2007 e il 2013; nel 2014 c’ è stata una piccola inversione di tendenza, ma «del tutto insufficiente a far riprendere il mercato». «In Italia è sempre più difficile comprare casa» dice il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, perché «i mutui non vengono più concessi e la loro erogazione è sottoposta a un percorso a ostacoli impossibile da sostenere, specialmente per le giovani coppie, per i single o per chi non dispone delle garanzie sempre più elevate richieste dalle banche».
luigi grassia

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