14 Settembre 2004

«In tre anni le famiglie hanno perso 50 miliardi per il carovita»

Annuncio del vicepremier mentre l?Intesa dei consumatori annuncia per giovedì un nuovo sciopero della spesa. «In tre anni le famiglie hanno perso 50 miliardi per il carovita»


«Accordo per bloccare i prezzi»


Esperimento a Torino, ribassi del 2%. Fini: lo estenderemo

Iniziativa nata con le categorie su 600 prodotti, e niente aumenti fino al 2005. «Proveremo a livello nazionale»




Una prima «saldatura» tra governo e associazione dei consumatori per combattere il carovita. Il vicepremier Gianfranco Fini, dopo aver ricevuto ieri i rappresentati dell?Intesa, ha assicurato che l?esperimento pilota che partirà a Torino (prezzi fermi fino al 2005 e ribassi del 2% per 600 prodotti) sarà esteso su scala nazionale. Il tempo necessario? «Per passare dalle buone intenzioni ai fatti ? ha garantito Fini ? è questione di qualche settimana». Un successo, a sentire gli stessi consumatori.
Fini: esperimento da estendere.Ieri pomeriggio l?Intesa ha recapitato una serie di richieste al vice presidente del Consiglio, Gianfranco Fini. Misure immediate ma anche interventi strutturali che portino ad una generalizzata diminuzione dei prezzi: da un «serio piano energetico alla modernizzazione della rete elettrica e della rete carburanti, con l?apertura del mercato alla grande distribuzione». «Bloccare i prezzi non basta ? ha detto Rosario Trefiletti, della Federconsumatori ? bisogna ridurli, come fatto in Francia». L?esito dell?incontro? Il vice premier ha rilanciato il primo esperimento pilota, frutto di un accordo fra istituzioni, commercianti e sindacati, raggiunto ieri a Torino su iniziativa della Camera di Commercio locale, e siglato alla presenza del ministro dell?Economia, Domenico Siniscalco. Di cosa si tratta? Trecentoquaranta supermercati torinesi abbasseranno del 2%, dal mese di ottobre, i prezzi di 600 prodotti. I commercianti si impegnano, inoltre, a bloccare i prezzi fino a fine anno e, in alcuni casi, ad effettuare promozioni particolari dal 20 al 30 di ogni mese per venire incontro ai problemi delle famiglie con più basso reddito. Un accordo, ha spiegato il ministro Siniscalco, che si proporne come «un accordo prototipo da estendere in altre città italiane». Ai consumatori Fini ha assicurato l?impegno del governo per ampliare i confini dell?esperimento: «Partendo dall?accordo locale che è stato fatto a Torino, vogliamo estendere a livello nazionale, d?intesa con il ministero delle Attività produttive e dell?Economia, l?impegno dei rappresentanti delle categorie produttive, commerciali e della distribuzione a tenere i prezzi bloccati fino alla fine dell?anno».
Sciopero della spesa.Niente spesa. E niente auto. È una chiamata alla «diserzione» di negozi e distributori di benzina quella lanciata dall?Intesa consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) per giovedì prossimo. Il programma suggerito dall?Intesa? Lasciare le auto nei garage e i carrelli della spesa al loro posto, vuoti. Una giornata per combattere quello che, secondo i calcoli delle quattro associazioni, è stato un vero salasso per le famiglie italiane. Il conto? Cinquanta miliardi di euro: è la cifra che sarebbe «migrata» dalle tasche degli italiani a causa proprio dei rincari, a partire dal primo gennaio 2002, vale a dire dalla data dall?introduzione dell?euro. Dunque italiani più «poveri» e spinti, dall?ondata dei rincari, a modificare radicalmente le proprie abitudini di spesa (e di vita). Secondo l?Intesa, dal 2001 ad oggi l?85% degli italiani ha rinunciato innanzitutto ai gioielli (40%), ma anche ai viaggi (circa il 30%), alle calzature (40%), ai libri (27%), ai cd (25%) e al cinema (20%). L?Intesa ora bussa alle porte del governo per chiedere.

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