18 Dicembre 2013

In tavola a Natale trionfano i prodotti “Made in Piemonte”

In tavola a Natale trionfano i prodotti “Made in Piemonte”

Basta champagne e salmone: sulle tavole di Natale, ci saranno Moscato d’ Asti e trota affumicata. Secondo Coldiretti, più del 75% delle famiglie trascorrerà le feste con parenti e amici, consumando prevalentemente alimentari «Made in Piemonte». Per l’ associazione di consumatori Codacons, le casalinghe investiranno tanto quanto l’ anno scorso: tra i 260 e i 270 euro per preparare in casa un cenone per 8 persone con prodotti tipici ed eccellenze gastronomiche. Con i «tajarin» protagonisti tra i primi, il secondo sarà a base di carne di razza piemontese. Giorgio Marega, direttore del consorzio di tutela Coalvi: «Prevediamo vendite stabili rispetto al 2012, con un consumo stimato a Natale di 2 milioni e 200 mila chili nell’ intera regione». Tra i tagli più ricercati, il bollito di bue di Carrù, che va dai 12 ai 18 euro al chilo. «Molto apprezzato anche il “cappello del prete” – aggiunge Marega -: è l’ arrosto della vena, morbido e adatto ad essere cucinato in diversi modi». Chi vuole una carne più leggera, senza rinunciare al gusto, sceglie il cappone, meglio se di Morozzo. Quasi l’ intera produzione annuale di 4.000 sarà consumata in regione in questo periodo. «Le vendite non sono calate – dice Oreste Massimino, presidente del Consorzio del Cappone di Morozzo -. I nostri animali si trovano nelle macellerie e direttamente dagli allevatori tra i 16 e i 18 euro al chilo». Dopo la carne, i formaggi. «A Natale le vendite raddoppiano e vengono preparate anche forme da 2 chilogrammi che diventano regali apprezzati – spiega Evanzio Fiandino, vicepresidente del Consorzio del Castelmagno Dop -. Il periodo delle feste è quello che genera la maggior parte del fatturato per i produttori». «La produzione dei nostri soci è stabile – dice Renato Invernizzi, presidente del Consorzio del Gorgonzola Dop, che ha sede a Novara -. Lo saranno anche le vendite, concentrate al 50% in Piemonte, Lombardia e Veneto. Il prezzo? Intorno ai 10 euro al chilo».Tra i dolci, panettone e torrone non devono mancare. «Secondo le rilevazioni Nielsen, nelle festività natalizie i piemontesi consumeranno 5 milioni di chilogrammi tra panettone e pandoro – dice Marco Brandani, amministratore delegato della Maina di Fossano -. Una tradizione così radicata che neppure la crisi ha ridotto i consumi». Egle Sebaste, titolare dell’ omonima azienda di Grinzane Cavour che fa torrone: «Il 70% del nostro fatturato è concentrato nel periodo ottobre-dicembre ma, negli ultimi anni, gli ordini arrivano l’ ultima settimana prima di Natale. Nei nostri torroni le Nocciole Piemonte Igp sono l’ ingrediente principale e questa scelta di qualità viene premiata dai consumatori». Eccellenze a parte, in tutto il Piemonte l’ agricoltura piemontese produce alimentari di altissimo livello che assicurano gusto e salute a tavola. Bruno Rivarossa, direttore regionale Coldiretti: «Tutti gli allevatori e gli agricoltori che lavorano in Piemonte producono cibo di altissima qualità e nostro obiettivo è duplice: riuscire a far ottenere loro la giusta remunerazione, cercando nello stesso tempo di mantenere prezzi accessibili a tutti grazie alla riorganizzazione delle filiere».
alberto prieri

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