In spiaggia con moglie e figli La prima uscita di Girone
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fonte:
- La Stampa
marò, niente parata il 2 giugno. renzi: “non sono bandierine”
E’ ora di pranzo quando Salvatore Girone esce con il figlio Michele dalla palazzina di Torre a Mare in cui sabato sera l’ hanno festeggiato parenti e amici. Nell’ utilitaria l’ aspettano la moglie e la primogenita Martina per andare in spiaggia dopo 4 anni di detenzione in India. Dispiaciuti per il mancato invito alla parata del 2 giugno? La signora Vania sorride, vuole essere gentile: «Siamo felici, chiediamo tranquillità. L’ Italia si è comportata benissimo». Il marito, camicia a righe celesti e pantaloni avana, s’ intrattiene con un piccolo «tifoso dei marò» e concede una battuta veloce: «Ho dormito bene, grazie a tutti». Più tardi una persona a lui vicina racconterà che ha temuto per il possibile fraintendimento delle mani congiunte verso l’ alto esibite all’ arrivo a Ciampino: «Era un saluto ma si è chiesto se il gesto non possa essere stato letto come un segno di vittoria». Non c’ è enfasi patriottica a Torre a Mare, l’ ex frazione di Bari da 1500 anime dove tutti conoscono Girone. «Ha la pelle di un coccodrillo, non ha versato una lacrima ma si è commosso di fronte a nonno Salvatore, che dall’ emozione rischiava di collassare» dice un amico. Agognava il mare, quello sì. Il fuciliere italiano accusato con il collega Latorre dell’ omicidio di due pescatori del Kerala il 15 febbraio del 2012 mancava da allora: è tornato solo a Natale 2012 e per le elezioni del 2013. E l’ inchiesta è aperta. Per questo, sebbene il caso si presti a letture contrapposte, Girone tace e tacciono i suoi concittadini: non si vedono stendardi trionfali ad eccezione del «Bentornato a casa» steso sul balcone accanto a un cuore sul muro con scritto «Girone è mio papà». «At tendiamo che ci spieghino cosa succede, meglio essere prudenti, ovviamente siamo contenti per Salvatore» dice da Taranto Paola Moschetti, compagna di Massimiliano Latorre. Hanno parlato, si vedranno, avrebbero gradito una convocazione per la Festa della Repubblica? Niente. I segnali che giungono da Roma sono contraddittori, Fratelli d’ Italia inneggia ai marò nazionali, il Codacons minaccia denunce casomai si presentassero a Roma il 2 giugno, il premier Renzi mette in guardia dall’ esibirli come bandierine. Silvana, gelataia al bancone del caffè Fiordilatte, ammette lo spaesamento: «Non abbiamo ancora esposto il tricolore, c’ è un processo in corso, siamo orgogliosi dei nostri marò ma non ne facciamo degli eroi». Al bar Miramare Franco di Turi continua a vendere il «semifreddo Girone» inventato per l’ occasione e recapitato all’ interessato in mattinata. Più che politica, però, è pubblicità. «Sono convinto che Salvatore sia innocente, ma è giusto che aspetti l’ esito del processo nel suo paese» nota Antonio Decaro, sindaco piddino di Bari e amico di Girone da quando i figli vanno all’ asilo. Decaro, t-shirt e calzoncini, passeggia in piazza: «Questo governo ha scelto una linea diversa dai precedenti. All’ epoca ero deputato e chiesi le dimissioni del ministro Terzi per il caso marò, oggi è un’ altra storia. Comunque Girone è un uomo dello Stato e farà sempre quanto gli chiederà l’ Italia. Quando venne nel 2012 gli consigliai di rimanere qui ma rispose che obbediva al suo Paese e tornò in India». Altri raccontano di un rapporto speciale con il ministro della difesa Pinotti, del ruolo fondamentale dell’ avvocato scelto dall’ Italia in sede internazionale, degli anni passati a studiare scienze politiche. Da Roma confermano che dopo la sentenza c’ è stata una negoziazione tempistica con l’ India, poi Girone ha preso il primo volo civile disponibile senza neppure aspettare il cane Argo, che comunque arriverà martedì. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
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