In Sicilia da sabato è caccia all’«affare» e i commercianti sperano nella ripresa
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fonte:
- La Sicilia.it
La caccia all’ affare, magari griffato, in Sicilia scatterà ufficialmente sabato prossimo, 7 luglio, ma complice la crisi e i consumi al palo le aspettative dei commercianti non sono affatto rosee. Nell’ anno nero dell’ economia italiana per famiglie ed imprese i saldi, al via nell’ Isola sabato prossimo, non basteranno a risollevare interi comparti in ginocchio. «Le aspettative sono tante – dice Julo Consentino, coordinatore regionale di Confcommercio Sicilia -. Le vendite durante l’ anno non sono andate bene, c’ è stata una contrazione del 20-30% e le aziende continuano a chiudere i battenti». Un dato “allarmante” per Consentino, perchè ad abbassare la saracinesca non sono solo “commercianti improvvisati, ma marchi storici, aziende che hanno anni di esperienza alle spalle, che hanno fatto la storia del commercio. Segno – assicura – che la crisi morde sempre di più e che la situazione drammatica è destinata a peggiorare, senza una classe politica all’ altezza». Ad agire, secondo la Confcommercio, sono più fattori. Da un lato c’ è “un ridotto potere d’ acquisto delle famiglie, che adesso anche durante i saldi tendono a comprare solo l’ indispensabile”, dall’ altro lato un “forte effetto psicologico”, «la gente ha paura del futuro – aggiunge -, così non è propensa a spendere. Con i Comuni al dissesto e la Regione che non è in grado di dare certezze neanche il posto fisso dà fiducia al consumatore». Tra i settori che soffrono di più, secondo Confcommercio, c’ è la distribuzione di beni durevoli. «I negozi di piccoli elettrodomestici e di arredi continuano a segnare il passo – dice ancora Consentino -. Poi a ruota la crisi investe l’ abbigliamento, ad eccezione del settore lusso, che regge bene rivolgendosi ad una fascia di mercato che non conosce crisi». Una soluzione in grado di dare una boccata d’ ossigeno ai commercianti, allora, potrebbe essere la modifica delle norme per le vendite promozionali, che “dovrebbero essere fatte tutto l’ anno per venire incontro alle esigenze dei consumatori”. Nulla a che vedere con la liberalizzazione dei saldi perchè a saldo dovrebbero vendersi le rimanenze di magazzino e non tutta la merce di stagione. I negozianti devono poter vendere tutto l’ anno, anche anticipare i saldi, come avviene ormai da tre anni, con la svendite anticipate adesso alla prima settimana di luglio non risolve la crisi, è un palliativo». Di parere contrario il Codacons che da anni ha fatto proprio della liberalizzazione dei saldi un suo cavallo di battaglia. «Purtroppo – spiega il leader dell’ associazione dei consumatori – la classe politica si dimostra insensibile su questo tema, che invece potrebbe aiutare a rimettere in moto un’ economia ormai al collasso. E poi – assicura – i saldi sottobanco sono iniziati da giorni». Per i saldi estivi, secondo il Codacons la spesa pro-capite in Sicilia sarà di 70-75 euro, un budget ben lontano dai 500 euro degli anni pre-crisi, con una contrazione delle vendite rispetto allo stesso periodo dell’ anno precedente del 25% circa. «A concedersi qualche acquisto – spiega Tanasi – sarà solo il 40% delle famiglie siciliane, il restante 60% non potrà farlo, stretto tra un aggravamento della crisi e un indebitamento che cresce. Per misurare la drammaticità della situazione, in Sicilia più grave che nel resto del Paese, basta pensare che il risparmio vene fatto anche nel carrello della spesa. La contrazione nel settore alimentare, secondo le nostre stime è pari al 15%. La realtà è che oggi i siciliani – conclude il leader del Codacons – sono sempre più indebitati e strangolati dalla crisi, che non consente di avere margini di ottimismo». 05/07/2012.
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