20 Giugno 2016

«In Sicilia alta mortalità di malattie cardiovascolari e neurologiche»

«In Sicilia alta mortalità di malattie cardiovascolari e neurologiche»

ANTONIO FIASCONARO PALERMO. In Sicilia non si muore soltanto a causa delle patologie oncologiche: un’ altra piaga, da non sottovalutare, è quella legata alle malattie dell’ apparato cardiovascolare che resta la seconda causa di decesso anche a livello nazionale. Dagli ultimi dati diffusi dal Codacons e dal Sbv (Sindacato poli specialistico medici e strutture accreditate) ogni 100mila abitanti, 182 muoiono per questa patologia rispetto a una media italiana di 159, mentre sempre nell’ Isola la mortalità per cause cerebrovascolari è di 53 ogni 100mila abitanti (37,7 in Italia). «È evidente – si legge nella denuncia del Codacons – che così non si può continuare perché i siciliani sono, di fatto, maltrattati da un sistema regionale che svela pesanti inefficienze a danno, soprattutto, di chi non può permettersi di rivolgersi alle strutture private». Dalle due organizzazioni è stato anche denunciato che nell’ Isola vengono stanziati appena 23 euro all’ anno a cittadino per erogare prestazioni in 15 branche specialistiche. Di questi 6,5 euro l’ anno a cittadino (54 centesimi al mese) sono destinati a diagnosticare, cu rare, prevenire le malattie cardiovascolari. I budget destinati alle prestazioni sanitarie sono stati drasticamente ridotti negli anni, col conseguente abnorme aumento delle liste di attesa. Questa mancanza di erogazione delle prestazioni minime ed essenziali sul territorio regionale produce dati rilevati dal ministero della Salute nel Rapporto e monitoraggio dei Lea – porta ad avere in Sicilia la maggior percentuale di ricoveri brevi: l’ indicatore regionale è pari a 34,27, a fronte di un dato nazionale di 27,94. Vuol dire che in Sicilia vi sono 100mila ricoveri in più rispetto al resto d’ Ita lia. Altro argomento dolente è quello delle liste di attesa. «In Sicilia la Sanità è allo “sfascio” – sottolineano ancora Coda cons e Sbv – le liste d’ attesa si allungano, i fondi per l’ assistenza sanitaria vengono ridotti, crescono i casi di malasanità e c’ è anche un incremento del tasso di mortalità rispetto al resto d’ Italia». A proposito delle liste di attesa è da tempo, troppo tempo ormai, che si parla di centralizzarle a livello regionale o addirittura azienda per azienda con un Cup (Centro unico di prenotazione) comune. Oppure di pubblicarle nei siti istituzionali. Non tutti però si sono allineati. Ci sono aziende che quotidianamente aggiornano i tempi, altre che non lo fanno. Tutto questo progetto quindi rimane nel “cassetto delle utopie”. Anzi, le liste di attesa, a dire il vero, sono oggetto periodico di critiche e denunce nei confronti della Regione. Ed infine, le due organizzazioni in maniera provocatoria hanno annunciato di bandire un “concorso” per trovare un nuovo assessore alla Salute che possa sostituire l’ attuale, in grado di potere una volta per tutte invertire la rotta, prima che sia troppo tardi.

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