27 Luglio 2018

In sei mesi toccata quota 11.233 tratte, il 7 per cento in più rispetto al 2017: solo Napoli e Palermo hanno fatto meglio

l’ aeroporto ora punta a chiudere il 2018 superando i 3,2 milioni di utenti, praticamente tutti targati ryanair in sei mesi toccata quota 11.233 tratte, il 7%per cento in più rispetto al 2017: solo napoli e palermo hanno fatto meglio ultime settimane in calo a causa dei blocchi provocati da maltempo e sciopero
LO SVILUPPO TREVISO Il Canova continua a crescere. Ad oggi è il terzo aeroporto in Italia: solamente gli scali di Napoli e Palermo stanno sviluppando le proprie attività a un ritmo superiore. Il tetto dei 16.300 voli invocato dai comuni che si trovano sotto le rotte di decollo e atterraggio, non da Treviso, ma da Quinto, Zero Branco e Morgano, è sempre più lontano. Nei primi sei mesi di quest’ anno l’ aeroporto ha già toccato quota 11.233 voli (+7,2% rispetto allo stesso periodo dell’ anno scorso) per oltre 1,6 milioni di passeggeri (+10,8%). Prendendo in considerazione esclusivamente gli scali con almeno 10mila movimenti, da gennaio a giugno solo Napoli e Palermo hanno fatto balzi in avanti più grandi (Napoli +11,6% e Palermo +11,3%, per quanto riguarda il numero di voli). A dirlo sono le tabelle di Assaeroporti, l’ associazione italiana dei gestori degli scali. Di questo passo, il Canova potrebbe chiudere il 2018 arrivando a 22.500 movimenti e, soprattutto, superando quota 3,2 milioni di passeggeri. Praticamente tutti targati Ryanair, dato che la compagnia aerea low cost copre il 90% del traffico dello scalo trevigiano. IL PIANO Le cifre sono quasi sovrapponibili a quelle contenute nel master plan da 53 milioni per lo sviluppo dell’ aeroporto, ancora allo studio della commissione nazionale per la valutazione dell’ impatto ambientale. Il piano di Save/AerTre, la società di gestione, prevede infatti una crescita costante dell’ attività da qui al 2030 fino a operare 22.499 voli e a far transitare 3 milioni 227mila passeggeri all’ anno. Questi sono i numeri. Nonostante maltempo e scioperi. A causa dei continui temporali che stanno frustando la Marca, in particolare di sera, momento clou per l’ attività aeroportuale, nelle ultime settimane la vita del Canova non è stata affatto semplice. Domenica è stato il giorno peggiore. Tra la sera e la mattina di lunedì sono stati cancellati otto voli proprio per le cattive condizioni meteo. Quando il comandante di un aereo decide che i rischi sono troppo elevati, non si parte. A conti fatti, è giusto così. Fatto sta che la Polaria ha avuto il suo bel daffare nel calmare centinaia di passeggeri finiti nel limbo. LO SCIOPERO Poi è arrivato lo sciopero di Ryanair. «Il più grande sciopero nella storia di Ryanair», è stato definito dai sindacati. A causa della serrata del personale di cabina, tra mercoledì e ieri sono stati cancellati altri dodici voli. Di fatto sono state lasciate a terra circa 2.200 persone, tra trevigiani e turisti in vista nella Marca. Ma senza caos dentro il terminal. La compagnia aerea irlandese aveva avvisato per tempo tutti i passeggeri coinvolti tramite mail e Sms. Ieri, nel dettaglio, sono saltati due arrivi e due partenze da e per Charleroi (Belgio) e da e per Ibiza (Spagna). Il vettore ha messo sul piatto due opzioni per chi è rimasto a piedi: scegliere un altro volo oppure chiedere il rimborso completo del biglietto. Ma per la Condacons non basta: devono esserci anche i risarcimenti. L’ associazione dei consumatori ha attivato una task force di legali e presentato un esposto a 28 diverse Procure competenti per gli scali dove opera il vettore low cost. Compresa quella di Treviso. Per il Codacons, «il comportamento messo in atto da Ryanair viola in modo palese i regolamenti comunitari e le sentenze della giustizia europea e, in tal senso, si pone al di fuori dalla legge. Il Regolamento CE 261/2004 stabilisce infatti risarcimenti da 250 a 600 euro a passeggero in caso di ritardi superiori alle 3 ore o cancellazioni dei voli, un diritto che la Corte di Giustizia Europea ha stabilito si applichi anche in caso di sciopero del personale, non rientrando le agitazioni sindacali nelle circostanze eccezionali per cui una compagnia aerea è esonerata dai risarcimenti». Mauro Favaro.
mauro favaro

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