14 Dicembre 2001

È in salita la strada per Foligno

ISTRUZIONE Prosegue la preparazione della kermesse nazionale. Protesta il governatore dell`Umbria: non ci hanno coinvolto

È in salita la strada per Foligno

Scuola, no-global all`attacco degli Stati generali. E i deputati ds chiedono il rinvio

Bertinotti promette: non sarà una Genova bis

Milano. Vigilia sempre più agitata per gli Stati generali della scuola. La decisione di confermare l`appuntamento di Foligno della prossima settimana, ha rinfocolato le polemiche, anche con taluni eccessi. È il caso di Luca Casarini, leader delle tute bianche che parla di «arroganza del ministro Moratti» nel decidere di convocare gli Stati generali «nel momento in cui nelle scuole si sta lottando contro un progetto di riforma da rigettare». E il suo collega, il portavoce dei no-global, Francesco Caruso rievoca scenari da monarchia francese parlando di «vittoria del Quarto Stato» (in questo caso gli studenti in piazza, ndr) sul ministro simil-Luigi XVI, anche se per la Moratti, il portavoce no-global (bontà sua) non evoca la ghigliottina, ma «le immediate dimissioni».

Eccessi a parte, le proteste continuano, anche con qualche «incidente» istituzionale. «È scorretto e lesivo dei corretti rapporti istituzionali – lamenta Maria Rita Lorenzetti, presidente della Regione Umbria – che la presidente della regione e il sindaco di Foligno abbiano appreso solo dai mezzi d`informazione della decisione del ministro Moratti di tenere gli Stati generali nella città umbra la prossima settimana». Preoccupazione viene espressa anche dagli assessori regionali alla Istruzione ed alla Cultura per il taglio del rapporto Bertagna che prescinde dalle competenze regionali in materia di formazione di istruzione professionale, e si rammaricano per il mancato coinvolgimento delle Regioni nella preparazione e realizzazione degli Stati generali.
Sceglie, invece, la via dell`interpellanza urgente al presidente del consiglio, il gruppo parlamentate dei Ds alla Camera rinnova la richiesta di un rinvio dell`appuntamento del 19 e 20 prossimi, visto anche che non è chiaro «con quale dibattito all`interno della scuola e della società sia stato preparato il progetto di riforma» che sarà alla base dei lavori. Insomma, secondo i deputati diessini l`incontro folignate «più che un convegno sul futuro della scuola pubblica italiana pare che si stia preparando, senza tenere conto della realtà, una cerimonia mediatica sfarzosa, un vero e proprio show ad uso e consumo delle tv». E dal versante della Margherita, il responsabile scuola Giovanni Manzini, definisce «deplorevole che il ministro non abbia avuto la sensibilità di informare almeno le commissioni parlamentari». Parole durissime, che però non sembrano turbare il ministero di viale Trastevere, dove prosegue a pieno ritmo il lavoro preparatorio.
Analogamente il fronte degli oppositori si sta organizzando. Ma «non sarà una Genova-bis» promette Fausto Bertinotti e avverte: «Basta che la polizia si astenga e non succede nulla». Contro l`ipotesi di una «Foligno blindata» si schiera Casarini, che subisce l`affondo del senatore Franco Asciutti presidente della commissione Cultura del Senato per il quale «Casarini è una persona ignorante e quindi solo nociva per lo Stato democratico».

E se l`Arci annuncia che sarà al fianco degli studenti che protesteranno il 20 dicembre, c`è anche chi protesta per non essere stato invitato agli Stati generali. Sono il Codacons e l` Associazione per i diritti civili nella scuola. «Le associazioni degli utenti, infatti – spiegano in una nota congiunta – incorporano tutte le parti interessate al settore, alunni, insegnanti, genitori, operatori scolastici, e possono, devono portare il loro contributo e il loro punto di vista».

Ci sarà anche un osservatore della Confederazione degli studenti, «pur non approvando la metodologia con cui il ministro Moratti ha organizzato e convocato gli Stati generali». Ma non aderirà neppure alle manifestazioni dei no-global perché «c`è un clima troppo teso con troppe strumentalizzazioni».

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