1 Aprile 2012

«In Rete chiunque può vendere qualsiasi cosa»

«In Rete chiunque può vendere qualsiasi cosa»

DA MILANO L a Rete dice no agli acquisti fatti con troppa leggerezza in internet. Soprattutto se si tratta di medicinali. Sono diversi gli esperti del mondo del web che in questi giorni denunciano i rischi a cui si va incontro comperando medicine in rete: se non si è esperti di questo tipo di acquisti, si rischia di commettere grosse ingenuità. Un farmaco contraffatto o avariato è ovviamente distante anni luce dalla sua versione migliore e, proprio per questo, anche il Codacons ha chiesto nei giorni scorsi, a seguito dei tragici fatti di Barletta, di oscurare i siti che in tutto il mondo vendono farmaci illegali. Unanime il parere degli esperti di commercio on line: non è possibile arginare il fenomeno così. Abbiamo chiesto a Vittorio Bertola, torinese, esperto di net governance, di aiutarci a capire come occorre comportarsi per non incappare in questo tipo di problemi. Tecnicamente, come possono verificarsi casi come quello del sorbitolo avariato che la scorsa settimana ha causato il decesso di una donna in una clinica privata di Barletta? Chiunque può registrarsi su un sito di vendite online, per esempio su eBay, e vendere qualsiasi cosa. Il sito si limita a gestire la fase di acquisto e pagamento, fa soltanto da intermediario e dunque non può essere chiamato in causa se il negozio che lo usa compie reati. La rete possiede meccanismi di autoprotezione rispetto a casi del genere? Come si può evitare di cadere nella trappola del medicinale andato a male o addirittura fabbricato volontariamente male? Sarebbe come chiedersi se possiede meccanismi di protezione una strada affollata di negozi tra cui si nasconde un esercente truffaldino… L’ unica protezione che scatta in questi casi, peraltro abbastanza efficacemente, è il passaparola: i siti di vendite online generalmente hanno un meccanismo di feedback, un riscontro con l’ utente che lascia scritto se l’ acquisto è stato positivo o meno. È evidente che i venditori con troppi pareri negativi vengono screditati e chiudono. Esistono regolamentazioni a livello europeo o internazionale per le vendite in rete? Per tutte, non solo quelle dei medicinali. Certo, valgono le normali leggi per il commercio. Uno degli aspetti che emerge da questa vicenda e che l’ acquisto non l’ ha fatto un privato ma una clinica, una struttura. Com’ è possibile? Anche le cliniche poco serie vogliono risparmiare e cercano il fornitore più economico, senza accertarsi esattamente di chi è e della provenienza di quello che vende. In questo caso però è grave la colpa di chi, nella clinica, non ha scelto di controllare l’ origine dei medicinali. Quali accortezze in ogni caso occorre usare? È comunque sconsigliabile acquistare farmaci online da sconosciuti o aziende di cui non si conosce bene l’ identità. Un discorso che vale soprattutto per i singoli: è meglio rivolgersi in farmacia o a qualche sistema di vendita ben conosciuto. Francesca Lozito © RIPRODUZIONE RISERVATA

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