29 Gennaio 2015

In Procura un «Lo dico» sulla sanità

In Procura un «Lo dico» sulla sanità

Un «Lo dico a La Sicilia» finirà sul tavolo della Procura dela Repubblica. Lo ha reso noto il Codacons che intende fare luce su un caso di presunto malfunzionamento della sanità. In una nota l’ associazione ha spiegato che «bisogna salvaguardare il diritto fondamentale di ogni cittadino alla salute contro una Sanità mossa dall’ unico scopo di fare profitto. Il Ssn – continua il documento – dovrebbe garantire cure gratuite agli indigenti, oggi in continuo aumento, ma di fatto assicura le cure solo alle persone che hanno la possibilità di pagarle. Di questo passo, il diritto alla salute sarà un privilegio per pochi. Il Codacons, da molto tempo impegnato in prima linea a denunciare casi di malasanità, preannuncia un esposto alla Procura a seguito dell’ ennesima segnalazione alla rubrica “lo dico a La Sicilia” di ieri (27.01.2015). Nella segnalazione il cittadino racconta di aver contattato il numero verde Il testo del «Lo dico a La Sicilia» pubblicato sul nostro giornale il 27 gennaio che denuncia tempi lunghi per una uroflussimetria per prenotare una «uroflussimetria», ma il Policlinico -V. Emanuele e l’ Ospedale Garibaldi hanno prospettato come date per effettuare l’ esame non prima di maggio o luglio 2015. Fare attendere oltre quattro mesi per un esame è negare il diritto di cura. L’ unica altrenativa per curarsi in tempi ragionevoli, quindi, diventa l’ intramoenia e l’ unica possibilità per molti è rinunciare a curasi…». Secondo il Codacons «I pazienti sono sempre più alle prese con liste di attesa interminabili, con i conti che non tornano e con una lesione dei loro diritt. Perché è inutile che con questo sistema a doppio binario le cure sono più veloci, si risparmia tempo e si può scegliere il medico che si vuole pagando». «L’ enorme mole di denaro pubblico che viene investito nella Sanità senza un efficace sistema di controlli – afferma l’ Avv. Carmelo Sardella – fa gola a medici e politici corrotti e alle industrie farmaceutiche avide di profitti. Ma ogni euro che finisce in mazzette, che è investito per produrre farmaci fotocopia, che è speso in appalti mafiosi o sprecato per un ricovero inutile, viene sottratto alla cura di chi è davvero malato».

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