4 Giugno 2003

In Procura la lista con i nomi dei 1.100 malati

In Procura la lista con i nomi dei 1.100 malati

Hostess e steward rischiano di essere accusati di interruzione di servizio pubblico e falso


ROMA ? Le liste con i nomi dei 1.100 assistenti di volo che si sono dati malati, quasi uno su due in servizio l?altroieri, sono state consegnate dall?Alitalia alla procura di Roma, che le aveva richieste. E a piazzale Clodio sono stati inviati anche i certificati medici che hanno consentito a hostess e steward di non andare al lavoro. Il fascicolo è stato aperto contro ignoti. Insomma per ora non è stato indicato il reato per il quale si procede nè i nomi di indagati. Ma è probabile che le accuse saranno interruzione di pubblico servizio e falso. Che potrebbero essere contestate anche ai medici che hanno firmato i referti. Medici che vengono però assolti dal ministro della Salute, Girolamo Sirchia, che ha inviato una lettera al presidente della loro Federazione nazionale degli Ordini, Giuseppe Del Barone. «Nel caso specifico – afferma Sirchia – non deve essere attribuita loro alcuna responsabilità, nè si può scaricare su di loro la pessima immagine di quanto è accaduto». Il ministro sollecita però i dottori ad avere «maggior rigore» nel certificare le malattie, accogliendo nello stesso tempo la loro richiesta di introdurre l?autocertificazione per le assenze fino a due giorni, che responsabilizzerebbe i cittadini. Una richiesta fatta all?Inps, che ogni anno riceve ben 12 milioni di certificati, dal sindacato dei medici di famiglia, che definisce «miope» la protesta degli assistenti.
A seguito delle denunce delle associazioni dei consumatori, in procura si dovrà accertare se i referti siano stati rilasciati senza fare accertamenti e se ci siano dei dottori in una posizione particolarmente delicata, in quanto autori di svariati certificati. Ieri la Polaria ha inviato un rapporto alla procura di Civitavecchia, nella cui area di competenza si trova lo scalo di Fiumicino (quella di Roma ha aperto l?inchiesta perché la sede di Alitalia è invece alla Magliana). E la stessa Alitalia conferma che potrebbe denunciare gli assistenti, come già aveva fatto nel ?95 con 320 piloti che si erano dati malati per protesta, la cui posizione era stata però archiviata (i sindacalisti accusati di averli istigati erano stati invece assolti in un processo). «La magistratura – conferma Nicola Schiavone, responsabile del personale di Alitalia – ci ha chiesto le liste dei dipendenti che si sono ammalati e ovviamente gliele abbiamo fornite. Noi come di prammatica abbiamo presentato un esposto all`Enac, l`Ente nazionale per l`aviazione civile. E valuteremo se intraprendere altri passi a tutela dell`utenza e se esistano condizioni oggettive per fare direttamente noi una denuncia».
All?Enac (cui spetta l?attività disciplinare sul personale di volo) l?orientamento è quello di attendere l?incontro di oggi al ministero delle Infrastrutture, in cui si parlerà della vertenza che c?è dietro lo sciopero bianco. Ovvero la decisione, poi ritirata, di ridurre da quattro a tre gli assistenti di bordo. L?Enac, che potrebbe sospendere o far pagare multe agli assistenti, come in passato Alitalia aveva chiesto di fare, dovrà comunque confrontarsi sulle eventuali sanzioni con la compagnia di bandiera. Anche perché un?ipotetica sospensione di massa riprodurrebbe l?effetto, in questo caso paradossale, di cancellare nuovi voli.
Adoc e Federconsumatori puntano il dito contro le «responsabilità di Alitalia per la grave situazione». Mentre nel suo esposto il Codacons chiede alla procura di Roma di verificare se ci siano gli estremi per ipotizzare la truffa ai danni dell?Inps: «Perché, nell?ipotesi in cui i giorni di malattia si sommino ad altri già presi, lo stipendio verrà pagato dall?Inps, con grande risparmio per l?Alitalia». Il Codacons, che sollecita la compagnia di bandiera a ordinare visite mediche fiscali di massa, denuncia anche all?Ordine dei medici il presidente nazionale e quello di Roma, Del Barone e Falcone. Colpevoli di avere «difeso l?operato dei loro colleghi che hanno rilasciato i certificati», sostenendo che non potevano fare altro, che certe patologie, come la tachicardia, non sono accertabili. E indicando così «la strada per rilasciare altri certificati poco veritieri».

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