In ospedale col cronometro
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fonte:
- La Sicilia
Originale la battuta, quasi folcloristica di un paziente in attesa di essere visitato al pronto soccorso di “Villa Sofia” con codice verde. «Sono arrivato poco prima delle 10 sono ancore le 13 e sono in attesa di essere visitato. Consiglio a chi ha bisogno di cure e viene in ospedale, soprattutto al pronto soccorso di munirsi di cronometro… ». E dire che tra gli obiettivi dei direttori generali delle aziende c’ è quello di una maggiore cura e organizzazione delle aree di emergenza. Non è possibile che bisogna attendere ore ed ore per essere visitato dopo avere fatto la rituale trafila con il triage. Poi ci sono i casi che fanno discutere come quelli che giungono in pronto soccorso attraverso i mezzi di soccorso. Infatti, facendo un passo indietro di qualche anno, l’ allora assessore regionale alla Salute, Massimo Russo aveva imposto di non fare durare più di 15 minuti l’ affidamento ai medici delle aree di emergenza di un paziente trasportato dalle ambulanze. Una direttiva che avrebbe dovuto essere scrupolosamente osservata da tutti gli operatori sanitari del «118» e dai medici e paramedici che operano nei vari pronto soccorso. Ed invece… Invece ci sono casi, come quelli a cui abbiamo assistito ieri al pronto soccorso dell’ Ingrassia dove i pazienti – stiamo parlando soprattutto di codice verde – sono costretti ad attendere parecchie ore prima di essere visitati. E’ vero che a questo codice appartengono casi non gravi, ma è pure vero che, l’ attesa snervante facilita l’ intemperanza di taluni cittadini che poi scaricano la rabbia sugli operatori. Le lunghe attese non piacciono, figuriamoci a chi sta male. Emblematica la dichiarazione di un pensionato in attesa di essere visitato all’ area di emergenza dell’ ospedale “Civico”. «La verità è che se non sei raccomandato non vieni visitato malgrado il tuo caso è più grave… Non è cambiato nulla. Anzi, andiamo sempre più peggio». Ed a proposito di attese al pronto soccorso che, potrebbero anche degenerare con presunti casi di malasanità, c’ è da registrare ancora una volta l’ intervento del Codacons. «Secondo le segnalazioni che pervengono numerosissime all’ associazione – rileva il segretario nazionale, Francesco Tanasi – uno dei problemi principali è rappresentato dall’ inefficienza nel primo soccorso: il pronto soccorso si trasforma, infatti i una specie di limbo, in cui pazienti a volte anche gravi e troppo spesso scambiati per “codici verdi” rimangono in attesa anche 10-12 ore. Non servono tagli ma una riorganizzazione totale e ben congegnata dell’ intero sistema anche con l’ impiego come più volte il Codacons ha suggerito anche di utilizzare i medici di famiglia o i medici della continuità assistenziale. Per far ciò urge l’ intervento diretto del Governo regionale». Ed anco ra una volta arriva il suggerimento di aprire le strutture sanitarie pubbliche anche nelle ore serali e notturne. «Una proposta che è già sperimentata positivamente in altre regioni d’ Italia – aggiunge il Codacons – dove vi sono strutture che erogano prestazioni anche al di fuori delle ore canoniche di attività. Questo consentirebbe sia di sfruttare in misura più efficiente i macchinari a disposizione, sia di ridurre in modo considerevole le lunghe liste di attesa. A giovarne sarebbero Tac, Risonanze magnetiche e radiografie».
antonio fiasconaro
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Tags: Francesco Tanasi, Pronto soccorso
