1 Aprile 2014

In marzo prezzi ancora in calo ai livelli del 2009

In marzo prezzi ancora in calo ai livelli del 2009

ROMA L’ inflazione in Italia frena ancora: +0,4% marzo ai minimi da ottobre 2009. In cinque mesi la crescita dei prezzi è dimezzata avvicinandosi alla deflazione. Molto dipende dalle quotazioni energetiche e dai listini alimentari, soprattutto per i prodotti freschi, come la verdura. Ma l’ Istat rileva che «l’ ulteriore attenuazione delle dinamiche inflazionistiche» è stata rilevata «per quasi tutte» le voci. Anche su base mensile l’ aumento è debole (+0,1%). Segno che dietro, per commercianti e consumatori, c’ è sempre la crisi. Neppure il rialzo delle accise sui carburanti, scattato il primo marzo, ha avuto effetti. La benzina è scesa del 4,6% annuo, perdendo più di quanto aveva fatto a febbraio. Sul gasolio non si leggono che segni meno e così per il Gpl. Arretrano i tabacchi, da sempre stimolo per l’ inflazione e l’ Istat sottolinea come per la prima volta dopo 12 anni i prezzi delle sigarette calino: -0,5% sia su febbraio, sia sull’ anno. Il carrello della spesa è più alto del tasso generale, +0,7%, ma la spinta si è affievolita rispetto al +1% di febbraio. Non si registrava un valore così basso da novembre 2010. Il raffronto mensile segna -0,3%. Prezzi in ritirata su tutti i fronti: dove un tempo i listini erano caldi tutto si sfiamma, è il caso dei trasporti; mentre nei settori già raffreddati, le quotazioni precipitano, come nelle comunicazioni. Per la telefonia mobile è -18,5%. Bassa inflazione anche in Europa. Nell’ area euro la crescita è +0,5% da +0,7. Anche in questo caso ai minimi da ottobre 2009. Il dato italiano che vale per il confronto europeo è ancora inferiore (0,3%). C’ è chi sta peggio, visto che alla fine della scorsa settimana in Spagna è stata certificata la deflazione, spettro che potrebbe allontanarsi dalla Germania, almeno stando ai dati delle vendite al dettaglio, +2% a marzo. Di solito quando c’ è una domanda interna vivace i prezzi, prima o poi, aumentano. Per Confcommercio il rischio deflazione in Italia è «ogni mese sempre meno improbabile». Pericolo avvertito pure da Federdistribuzione. Per Nomisma il dato Istat «mal si concilia con una ripresa». Cia e Coldiretti segnalano -3,9% per frutta -3,9% e -6,5 per verdura, rimasti senza riscontro sul fronte acquisti. Il Codacons nota come la crisi abbia cambiato le abitudini: «La mancanza di soldi fa smettere di fumare», anche se riconosce che il calo delle sigarette risente dello spostamento di domanda sulle e-cig. Per Federconsumatori e Adusbef calcolano, nonostante il rallentamento, l’ inflazione continua a costare in media, 248 euro l’ anno a famiglia.

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