7 Aprile 2002

In mano agli avvocati





FOLIGNO ? «Le norme che regolano la ricostruzione del dopo terremoto stanno dimostrando sempre più la loro inefficacia, e proprio in questo periodo che ci si avvia alla conclusione dei lavori, emergono ancor più disagi». A lanciare un autorevole grido d`allarme è l`avvocato folignate Mauro Fonzo esponente del Codacons, l`associazione a difesa dei diritti dei consumatori.
«La ricostruzione rischia di arenarsi sui contenziosi legali ? conferma Fonzo in relazione alla recente inchiesta del nostro giornale ? ed è verosimile che un buon 20% delle pratiche sia ora nelle mani degli studi legali».
L`analisi sullo stato della rinascita post-sismica prosegue a tutto campo. «In effetti all`inizio delle opere di recupero edilizio sono state registrare varie truffe ? fa sapere Mauro Fonzo ? in particolare si è trattato di imprese `poco serie` che una volta presi i primi soldi dei contributi, sono sparite ed hanno lasciato il lavoro incompiuto».
A questo punto della ricostruzione, si ha invece a che fare con un vero e proprio boom di contenziosi tra le ditte e gli affidatari dei lavori. «I casi che si presentano più di frequente sono quelli in cui i proprietari, in vista della fine dei lavori trovano che le opere non siano state eseguite a `regola d`arte ? spiega l`avvocato Fonzo ? magari sono stati usati materiali scadenti, sono state conteggiate spese non riscontrabili o sono stati addirittura arrecati danni». In questo caso il terremotato si rifiuta di pagare alla ditta il saldo finale, ritendo che l`impresa «non se lo meriti».
Senza fatture quietanzate però, non arriva neanche la tranche finale del contributo. A questo punto succede il più delle volte che è la stessa ditta edile a citare i proprietari dell`immobile chiedendo i soldi del lavoro.
«Per il momento è stata adottata una misura, un tipo di soluzione che sembra reggere abbastanza bene ? spiega Fonzo ? inviando all`Ufficio che si occupa dei problemi legali legati alla ricostruzione, copia degli atti e chiedendo in pratica di `congelare` i fondi destinati al saldo finale del recupero strutturale. Occorre poi aspettare che la giustizia faccia il suo corso e a quel punto sarà il giudice a stabilire quale importo dovrà essere versato».
Una soluzione, che da un certo punto di vista conviene anche allo Stato, considerando che tanto il contributo finale spetta di diritto al terremotato e che la somma finale potrebbe anche essere inferiore a quella accordata con la ditta.
«In ogni modo su questo aspetto manca una legislazione certa e definita» conclude l`avvocato Fonzo.

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