30 Ottobre 2021

In malattia per evitare il green pass: in Puglia il 7% in più dei certificati

Tanti  certificati  di  malattia,  forse  un  po’  troppi  concentrati  in  un  arco  di  tempo  ben  preciso.  Anche  in  Puglia,  come  nel  resto  del  Paese,  l’obbligo  del  green  pass  – scattato  il  15  ottobre  – ha  spinto  molti  lavoratori  mettersi  in  malattia?  Difficile  dirlo  con  certezza,  però  sta  di  fatto  che  nella  settimana  che  ha  coinciso  con  l’introduzione  del  permesso  verde  fatalmente  le  certificazioni  mediche  pervenute  all’Inps  hanno  subito  un  incremento  soprattutto  nel  settore  pubblico.  In  Puglia,  infatti,  secondo  numeri  forniti  dall’Istituto  nazionale  di  previdenza,  che  fa  capo  al  direttore  Giulio  Blandamura,da  lunedì  11  ottobre  giovedì  14  ottobre  certificati  di  malattia  del  settore  pubblico  sono  stati  in  totale  6.756,  mentre  quelli  del  settore  privato  11.964964.  Nella  settimana  successiva,  quella  che  va  da  lunedì  18  giovedì  21,  invece,i  certificati  di  malattia  del  settore  pubblico  sono  stati  7.203  (447  in  più  rispetto  agli  stessi  giorni  della  settimana  precedente,  quella  per  intenderci  in  cui  è  scattato  l’obbligo  di  presentazione  del  green  pass),  facendo  quindi  registrare  un  incremento  di  quasi  il  per  cento.  Mentre  nel  settore  privato,  dal  18  al  22  ottobre  si  è  registrato  un  calo,  portando  certificati  medici  quota  10.737  (-6,3  per  cento).  Questo  significa  che  nella  nostra  regione  sono  stati  soprattutto  dipendenti  della  pubblica  amministrazione  ricorrere  al  certificato  medico  proprio  da  quando  è  scattato  l’obbligo  del  green  pass.  Finte  malattie  per  aggirare  l’obbligo?  Difficile  ovviamente  stimare  se  quanto  quest’aumento  dei  certificati  di  malattia  sia  da  collegare  all’obbligo  di  presentarsi  al  lavoro  con  il  certificato  verde.  se,  al  contrario,  si  tratti  di  uno  stratagemma  in  parte  utilizzato  da  chi  non  vuole  né  vaccinarsi  né  ricorrere  al  tampone  per  poter  esibire  il  green  passa  senza  il  quale  scatta  l’assenza  ingiustificata  lo  stop  stipendio  contributi  previdenziali.  È  anche  vero  che  con  l’arrivo  del  freddo  si  segnalano  primi  casi  di  influenza  raffreddore,  ma  è  altrettanto  vero  che  proprio  in  quell’arco  di  tempo  coinciso  con  l’obbligatorietà  del  green  pass  è  aumentata  la  richiesta,  da  parte  dei  lavoratori,  di  restare  casa  per  motivi  di  salute.  L’andamento  dei  certificati  medici  presentato  in  Puglia  è  stato  questo,  tenendo  comunque  conto  che  numeri  relativi  ai  privati  sono  più  consistenti  ma  solo  perché  ci  sono  maggiori  lavoratori:  da  lunedì  11  giovedì  14,  sono  stati  presentati  in  totale  18.720  certificazioni  mediche,di  cui  6.756  nel  pubblico,  11.964  nel  privato.  Ed  ecco  numeri  dei  singoli  giorni:  lunedì  11  ottobre  sono  stati  presentati  2355  certificati  di  malattia  nel  settore  pubblico,  4.430  in  quello  privato;  il  12  ottobre  1.407  certificati  nel  pubblico,  2.391  nel  privato;  mercoledì  13 2.364  nel  privato;  e,  infine,  giovedì  14,  la  vigilia  del  giorno  in  cui  poi  è  scattato  l’obbligo,i  certificati  medici  presentati  all’Inps  sono  stati  1.639  nel  pubblico,  2.779  nel  privato.  E,  ancora,  nella  settimana  successiva,  sempre  da  lunedì  18  giovedì  21,  sono  stati  presentati  7.203  certificati  medici  per  la  pubblica  amministrazione,  mentre  nel  privato  13.042,  per  un  totale  complessivo  di  20.245  certificati:  lunedì  18  ottobre  nel  pubblico  sono  stati  presentati  2.754  certificati,  nel  privato  5.059;  martedì  19  ottobre,  nel  pubblico  1.526  certificati,  nel  privato  2.825;  mercoledì  20  ottobre  1.523  certificati  medici  nel  pubblico,  2.549  nel  privato;  e,  infine,  giovedì  21  ottobre,  1.400  certificati  nel  pubblico,  2.609  nel  privato.  Intanto,  il  Codacons  nei  giorni  scorsi  ha  inviato  un  esposto  tutte  le  Procure  d’Italia  perché  si  controlli  questo  allarmante  fenomeno.  Sarebbero  utili  maggiori  controlli  per  verificare  la  correttezza  dei  certificati,  ma  questa  necessità  si  scontra  con  le  esigue  risorse  in  campo.  Sono,  infatti,  troppo  pochi  13mila  medici  in  convenzione  che  collaborano  con  l’Inps  livello  nazionale,  per  poter  gestire  le  decine  di  migliaia  di  pratiche  giornaliere.  M.C.MC..

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