24 Settembre 2011

In luglio -2,4% le vendite Alimentari in calo del 2%

In luglio -2,4% le vendite Alimentari in calo del 2%
 

ROMA A luglio, secondo l’ Istat, vendite al dettaglio -2,4%, flessione peggiore da gennaio 2010. I saldi, partiti il 2 luglio non hanno salvato le sorti dei consumi. Il tendenziale non assorbe lo scatto Iva in vigore dalla scorsa settimana ed è un coro di «l’ avevamo detto». I consumatori stimano scenari peggiori. «Una catastrofe annunciata», dicono Federconsumatori e Adusbef, «di questo passo ci avviciniamo pericolosamente a una caduta del 4-5%, che avrà conseguenze drammatiche per famiglie e Paese». Le organizzazioni di commercio, pmi, distribuzione e mondo agricolo, puntano il dito sull’ aumento dell’ Iva. Calano sia i prodotti alimentari sia non alimentari, e il calo è anche congiunturale: -0,1%. Tra maggio e luglio -0,4% rispetto ai tre mesi precedenti; nei primi 7 mesi -0,7% rispetto al pari periodo 2010. Soffrono sia la grande distribuzione sia i negozi più piccoli. I consumatori evitano i brand e ricorrono ai discount, che segnano -0,9%, o alla vendita diretta. Ma se si tagliano le razioni di carne, verdura e pasta (-2% annuo degli alimentari, -0,3 sul mese), non si rinuncia al telefonino e all’ Ipad, +0,2% tlc, unico a crescere, alla cura di sé con creme e profumi, -1,4%. E il peggio deve venire: «I prossimi mesi ci preoccupano molto», dice Luigi Bordoni, presidente di Centromarca, «Senza crescita i consumi non ripartono». Negative le stime di Confcommercio, la quale ricorda che il periodo in esame è quello dei saldi, precedente alla fase peggiore delle turbolenze dei mercati per i debiti degli Stati. «Ora sarà chiaro che non abbaiavamo alla luna», dice Confesercenti, che invoca tagli ai costi della politica. In controtendenza, cresce l’ acquisto diretto, +30%, sottolinea Coldiretti, segno che i consumatori, o parte di essi, puntano a scavalcare intermediazioni in cerca di qualità in tavola. Per il resto, nel mondo degli scaffali e del tre per due «crollano anche le vendite dei prodotti a domanda rigida, segno che i consumi sono davvero alla frutta», annota il Codacons, annunciando con l’ Iva stangate da 290 e 385 euro per famiglie di 3 o 4 persone. Vendere il patrimonio immobiliare malgestito e costoso e intensificare la lotta all’ evasione è la ricetta del Codacons. Per tutti la situazione è grave e, se saranno confermate le stime ridotte del Pil, tornare a una nuova manovra assume i contorni di minaccia concreta.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this