30 Marzo 2016

In leggero calo a marzo la fiducia delle imprese

In leggero calo a marzo la fiducia delle imprese
tiene solo la manifattura costruzioni ancora in affanno

MILANO Sale (anche se di poco) il morale dei consumatori. Scende, quasi di altrettanto, quello delle imprese. A marzo – certifica l’ Istat – l’ indice di fiducia dei consumatori ha fatto registrare un piccolo aumento dai 114,5 punti di febbraio a 115, mentre “scivola” da 103,2 a 100,1 quella delle aziende. Effetto Bruxelles? No. L’ Istat stesso precisa che le interviste sono state effettuate nei primi 15 giorni del mese, cioè prima degli attentati del 22 marzo. Se un effetto ci sarà potrebbe essere su aprile. Ma è presto per dirlo. I consumatori Cresce l’ ottimismo sul quadro generale. Ma cala quando analizzano la proria situazione personale. Migliorano sia i giudizi (da -37 a -34) sia le aspettative (da 5 a 4) sull’ attuale situazione economica del Paese. Scende, invece, l’ ottimismo sia sulla dinamica dei prezzi al consumo negli ultimi 12 mesi (a -36 da -26) sia sulle attese future (a -30 da -20). Invariate, invece, le attese sulla disoccupazione. Guardando, invece, alla propria situazione personale, il quadro è opaco. Temono un peggioramento (da -29 a -33), mentre migliorano le opportunità attuali di risparmio (il saldo passa a 136 da 129) e di acquisto di beni durevoli (da- 33 a -28), Sulla possibilità di portare avanti entrambe le cose, in futuro, invece, prevale il pessimismo. Le aziende Tra le aziende, la fiducia sale leggermente solo nella manifattura (da 102 a 102,2). Migliorano i giudizi sugli ordini (da -14 a -13 ) mentre le attese di produzione rimangono stabili (a 9) e il giudizio sulle scorte di magazzino passa a 4 da 3. mentre il calo maggiore è nei servizi (da 106,5 a 103,2). Segue il calo delle costruzioni (a 118,4 da 119,3) e del commercio al dettaglio (a 104,9 da 106,8), entrambi pessimisti nelle attese sugli ordini. Nel commercio al dettaglio, infine, peggiora il saldo dei giudizi sulle vendite correnti e si prevede un aumento delle scorte di magazzino. Le reazioni «Il rimbalzo della fiducia delle famiglie indica che i consumi domestici restano il principale motore di crescita – ha detto Paolo Mameli, senior economist della Direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo -. Sul fronte delle imprese invece si è registrato un arretramento del morale mentre era lecito aspettarsi un recupero maggiore, più in linea con i Paesi Ue» . «L’ aumento dell’ indice di fiducia dei consumatori va sostenuto con misure specifiche per il rilancio dei consumi» osserva Codacons. Mentre per Confcommercio «c’ è un atteggiamento positivo di consumatori e imprese ma ancora non c’ è un’ accelerazione della ripresa . Nei prossimi mesi si deciderà la partita tra crescita e stagnazione». «Colpisce la tenuta delle piccole aziende che, nonostante le incertezze, mostrano di conservare un atteggiamento positivo – conclude Confesercenti -. Tuttavia, è il saldo dei giudizi sulle vendite correnti a peggiorare: siamo lontani dai miglioramenti che si erano registrati nella seconda metà 2015 ». Infine, per Federconsumatori e Adusbef «L’ Istat ridimensiona l’ ottimismo, ma rimangono sovrastimate le rilevazioni sul clima di fiducia dei consumatori». Per le due associazioni dei consumatori «è fondamentale restituire andamenti e rilevazioni precise sullo stato di crisi che ancora colpisce le famiglie e una capacità di acquisto ai minimi storici». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
laura cavestri

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