In Italia prezzi +1,5%, record verdura
CHIARA MUNAFÒ ROMA. L’ inflazione italiana triplica nell’ arco di tre mesi. A febbraio 2017 raggiunge un tasso dell’ 1,5%, secondo i dati provvisori dell’ Istat, dopo l’ 1% di gennaio e lo 0,5% di dicembre. È il livello più alto da quasi quattro anni, a partire da marzo del 2013. La deflazione rimane così solo un ricordo sull’ onda dei super rincari dei carburanti (+12,1% su base annua) e dei beni alimentari (+8,8%). Le verdure, in particolare, segnano un nuovo record storico, con un aumento dei prezzi del 37,3% in un anno. È a causa del maltempo, che ha decimato la produzione facendo a gennaio «oltre 400 milioni di danni», commenta la Coldiretti, ma anche «delle speculazioni: i prezzi degli ortaggi triplicano dal campo alla tavola». A rimetterci sono le famiglie, che vedono impennarsi i prezzi del carrello della spesa, con i beni alimentari, per la cura della casa e della persona. Questi aumentano del3,1% dal 2016, il balzo maggiore da otto anni. Così, per la sola spesa quotidiana, le famiglie spendono oltre 173 euro in più l’ anno, calcolano Federconsumatori e Adusbef. Sommandoli agli altri rincari si raggiunge la cifra media di 450 euro a famiglia, rilancia il Codacons, mentre l’ Unione nazionale consumatori sottolinea che per una coppia con due figli l’ aumento del costo della vita raggiunge 570 euro, una stangata. I rincari spaziano dagli acquisti fondamentali come il cibo a quelli più vo luttuari, come i viaggi. I biglietti aerei aumentano del 12,8% in un anno, quelli ferroviari del 6,9% e diventano un po’ più costosi anche gli spostamenti in bus e pullman (+1,1%). I ritocchi al rialzo colpiscono anche le settimane bianche, con i pacchetti vacanze nazionali a +1,9% e una crescita del 2,6% per alberghi, pensioni e simili. Il ritorno dell’ inflazione viene letto con preoccupazione dalle associazioni dei negozianti, piccoli e grandi. «In assenza di una crescita sostenuta, una ripresa dell’ inflazione dovuta soprattutto ai carburanti rischia di frenare i consumi», osserva l’ ufficio economico di Confesercenti, mentre il presidente di Federdistribuzione, Giovanni Co bolli Gigli, traccia un «quadro negativo, che sta assumendo dimensioni significative»; l’ ufficio studi Confcommercio teme che venga intaccata la capacità di spesa delle famiglie in un contesto di «rallentamento dell’ occupazione dentro un quadro di crescita insufficiente».
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