24 Dicembre 2020

In Italia la prima causa contro la Cina per danni da pandemia. Sarà discussa il 13 gennaio

 

AgenPress. Parte in Italia la prima causa di risarcimento per danni da pandemia. Ad intentarla il Codacons per conto di una cittadina residente nel frusinate (le cui iniziali sono P. I., di professione casalinga) che prima ha perso la madre a causa del Covid-19 e poi, dopo essere risultata positiva al virus, è stata ricoverata ed intubata per gravi complicazioni polmonari, e tuttora è costretta a sottoporsi a controlli e visite periodiche. Causa pilota che si aprirà ufficialmente il prossimo 13 gennaio con la prima udienza dinanzi al Giudice di pace di Frosinone.
Con tale causa il Codacons chiede il risarcimento dei danni subiti dalla donna a causa del contagio sia sul fronte del danno biologico, per il periodo di ricovero ed intubazione, sia su quello del danno non patrimoniale, per lo stress subito a causa del contagio che ha portato la signora a vivere in un costante stato di paura e che ancora oggi la limita negli spostamenti e nelle relazioni interpersonali.
Il risarcimento viene richiesto alla Repubblica Popolare Cinese in ragione di due diversi profili di responsabilità che hanno portato alla diffusione de contagio e, di riflesso, al contagio dell’attrice.
Nello specifico, il primo motivo è la commercializzazione di animali selvatici all’interno del wet market di Wuhan, dove vengono tenuti animali vivi che, al momento della vendita, sono uccisi e macellati sul posto e, molto spesso, tra questi animali vi sono specie selvatiche la cui commercializzazione è vietata. Il secondo motivo è il ritardo ed omissioni nella comunicazione dell’esistenza di casi di polmonite a causa sconosciuta. Vi sono studi e documenti dai quali emerge che i primi casi di contagio risalgono già a novembre, ma la comunicazione ufficiale della Cina all’Oms è del 31 dicembre. In tal modo si è permesso che il virus circolasse al di fuori dei confini cinesi e si estendesse in tutto il mondo.

Non solo. Il Codacons sta raccogliendo le adesioni ad una maxi-class action contro Regioni e Asl per conto dei parenti degli anziani deceduti all’interno delle Rsa, i quali potranno chiedere il giusto risarcimento in caso di errori, omissioni, negligenze e ritardi da parte delle strutture sanitarie e delle amministrazioni competenti.

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