28 Febbraio 2014

In Italia l’ inflazione rallenta

In Italia l’ inflazione rallenta

A febbraio, secondo le stime preliminari dell’ Istat, l’ indice nazionale dei prezzi al consumo in Italia per l’ intera collettività, al lordo dei tabacchi, è diminuito dello 0,1% rispetto al mese precedente e aumentato dello 0,5% nei confronti di febbraio 2013, con una decelerazione di due decimi di punto percentuale rispetto al valore registrato a gennaio (+0,7%). Il lieve calo mensile dell’ indice generale è principalmente dovuto alla diminuzione dei prezzi dei vegetali freschi (-4,6%), della frutta fresca (-1%) e dei beni energetici non regolamentati (-0,9%) su cui hanno inciso fattori stagionali; ha contribuito, inoltre, il decremento congiunturale dei prezzi dei servizi relativi alle comunicazioni (-0,7%). Anche le rilevazioni del Codacons imputano il calo dell’ inflazione principalmente alla riduzione dei prezzi dei carburanti. Ricordando tuttavia che dal 29 febbraio è scattato l’ aumento delle accise ed esortando il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, a intervenire. Per il Codacons è comunque una buona notizia che, per la prima volta, l’ inflazione su base mensile sia scesa (-0,1%). L’ allarme deflazione, infatti, è infondato, visto che i consumi sono già ridotti al minimo, a livello di sussistenza. Considerato il crollo dei consumi in atto da anni era semmai preoccupante che non valessero più le regole della domanda e dell’ offerta. Secondo la Confesercenti, il problema centrale resta la debolezza del mercato interno; una questione sollevata lungamente dalle piccole e medie imprese e che il neogoverno deve accogliere come prioritaria. Se non riparte il mercato domestico, le imprese che a esso fanno riferimento continueranno a chiudere, aumentando drammaticamente la disoccupazione. Secondo alcuni esperti il dato sulla disoccupazione in Italia (12,9%, +0,2% mese su mese) non favorisce l’ andamento dei consumi che pesa sulla dinamica dei prezzi. Per questo motivo, l’ inflazione dovrebbe rimanere debole anche nei prossimi mesi.
Tommaso V. Ferrari

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