In Italia l’ aumento si ferma allo 0,8% su base annua
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
Franco Vergnano Con un po’ di approssimazione un tempo si sarebbe detto, con una frase fatta, prove tecniche di deflazione. Adesso, invece, rischiamo di doverla affrontare veramente. Infatti l’ inflazione diminuisce (nonostante l’ aumento Iva): significa che siamo in una situazione di vera e propria deflazione, un fenomeno preoccupante, come è stato denunciato da più parti e come si è discusso anche a livello europeo. Ecco perché i dati sull’ inflazione definitiva italiana di ottobre confermano la fase di stagnazione dell’ economia, caratterizzata anche dalla crisi dei consumi. Vediamo i numeri. L’ indice Istat ha registrato una diminuzione dello 0,2% su base mensile con, invece, un incremento tendenziale in crescita dello 0,8% (appena superiore alla stima provvisoria pari a +0,7%), ma in decelerazione rispetto al +0,9% di settembre. I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto, il cosiddetto carrello della spesa, diminuiscono dello 0,2% su settembre e crescono dello 0,8% sull’ anno (erano più 1 a settembre). Un buon segno (perché vuol dire minor inflazione “importata”) il rallentamento tendenziale che si rileva per i prodotti energetici, mentre anche gli alimentari non lavorati e i servizi tlc segnalano diminuzioni congiunturali, questi ultimi in seguito alla concorrenza e all’ hi-tech che riduce i costi. L’ inflazione acquisita per il 2013 scende all’ 1,2% rispetto all’ 1,3% di settembre. Sebbene l’ Istat abbia rivisto in leggero rialzo il tasso d’ inflazione per ottobre, si tratta comunque del livello più basso dal novembre del 2009 (quando era allo 0,7%), quindi da quasi quattro anni. Lo stesso vale per il cosiddetto carrello della spesa, sempre allo 0,8% annuo, che resta ai minimi dall’ ottobre 2009. Per il Codacons l’ aumento dell’ Iva ha rallentato la discesa dei prezzi. Ed è per questo che «i dati non devono trarre in inganno. L’ Iva non ha ancora dispiegato tutti i suoi effetti, dato che moltissimi negozianti e gruppi della Gdo hanno per ora assorbito l’ aumento, ritardandone l’ applicazione». «I numeri Istat raccontano uno scenario nel quale a preoccupar è il calo dei consumi alimentari», ha dichiarato il presidente Confeuro, Rocco Tiso. Coldiretti segnala che a «pesare maggiormente sul calo dell’ inflazione sono gli alimentari diminuiti ad ottobre dello 0,2% su base congiunturale, per effetto di un taglio alla spesa familiare per cibo e bevande stimato in cinque miliardi per l’ intero 2013». Su un’ analoga lunghezza d’ onda anche la Cia, Confederazione italiana agricoltori. Per questa organizzazione i prodotti agricoli, in particolare frutta e verdura, «frenano la corsa dei prezzi, ma il carrello della spesa non decolla. I consumi restano al palo per una crisi che ha tagliato il potere d’ acquisto degli italiani». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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