14 Maggio 2020

In Italia con pochi transfer e occhio alle tariffe che non promettono il rimborso: così dovremo prenotare le nostre vacanze

in vacanza col covid: sarà un’ estate anni ’70. ci sposteremo soprattutto in automobile e senza espatriare. chi ha una seconda casa la sfrutterà come non faceva da anni. abbiamo provato a immaginare l’ estate 2020 degli italiani
L’ estate 2020 avrà il sapore degli anni Settanta, con auto cariche di valigie, canotti e biciclette in viaggio verso villeggiature all’ interno dei nostri confini. Non è facile fare previsioni in un periodo, quello segnato dal Covid-19, in cui tutto cambia rapidamente. Ma al momento, con mezza Europa ancora nel pieno della pandemia mentre l’ Italia rialza lentamente la testa, la più probabile è questa. Viaggiare sì, ma come? E a quali rischi andiamo incontro in caso di nuovi lockdown, che nessuno è in grado di escludere né in Italia né altrove? Vacanze in Italia Il problema più grande, adesso, non è prenotare una vacanza all’ estero ma disdirla senza farsi troppo male. Con l’ Europa e mezzo mondo in lockdown una villeggiatura fuori confine è, in questo momento, impensabile. Soprattutto, imponderabile. “Non c’ è alcuna certezza: luglio e agosto sono dietro l’ angolo e anche noi siamo in grande difficoltà a dare consigli” spiega Maurizio Amerelli, giurista di Altroconsumo ed esperto di viaggi. Tutti gli esperti che abbiamo sentito, Amerelli, Maria Pisanò, direttrice del Centro europeo consumatori Italia e Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione nazionale consumatori, hanno però una sicurezza: il turismo sarà casalingo. E gli assembramenti potrebbero sì verificarsi, ma in autostrada, sulle tratte che portano alle località marine o montane. Anche questo sarebbe un ritorno al passato. Il “grande esodo” di agosto con imbottigliamenti epici e pic-nic improvvisati sull’ asfalto è infatti ormai più un ricordo pre-crisi finanziaria. Il trionfo del last-minute Ma c’ è un’ altra tendenza che emerge. E che è figlia dell’ incertezza: saranno vacanze prenotate all’ ultimo momento. “Io la vedo così: perché il rischio di perdere soldi, nella situazione attuale, è troppo alto” dice Pisanò. Così, quella che fino a poco tempo fa era la soluzione preferita dai più disorganizzati (ma anche tanti lavoratori con piani ferie poco prevedibili) ora sarà quella adottata da tutti: single, famiglie, pensionati. Perlomeno, dai più accorti. “Il last-minute può essere molto conveniente per chi segue le offerte con costanza. La crisi potrebbe spingere gli albergatori a proporre offerte allettanti con condizioni favorevoli, soprattutto per quanto riguarda le cancellazioni. Bisognerà farsi trovare pronti, insomma” dice Amerelli. Il ritorno alla normalità sarà molto lento e, soprattutto, in tutto il mondo il rischio di nuove chiusure sarà sempre dietro l’ angolo. Almeno fin quando non uscirà un vaccino o una cura. E il settore del turismo sarebbe il primo a (ri)chiudere i battenti. La tariffa flessibile Il confine tra affare e fregatura è sempre sottile, ma in questa estate di pandemia sarà ancora più sfumato. Un altro cavallo di battaglia sarà quello delle tariffe flessibili. Quelle che costano, in genere, un po’ di più ma consentono di riprendersi la caparra in caso di cancellazione. Ma neanche qui esistono certezze. Il decreto Cura Italia poi convertito in legge ha, infatti, dato la possibilità a compagnie di trasporti e operatori del turismo di cancellare le prenotazioni liquidando il cliente con un semplice voucher di durata annuale. Nessun obbligo di fornire la scelta tra buono e rimborso, quindi, nonostante la normativa europea preveda proprio questo. E non solo per i viaggi annullati finora, ma anche per tutta l’ estate fino al 30 settembre 2020. Non è un problema solo italiano: Booking ad esempio per le prenotazioni fatte prima del 6 aprile e non onorate a causa delle restrizioni anti contagio offre varie opzioni ma non il rimborso. Tuttavia secondo Maria Pisanò proprio la clausola-capestro contenuta nel Cura Italia avrà conseguenze negative per tutto il comparto: “Questa legge avrà un impatto sul turismo perché genererà diffidenza nel consumatore, che non prenoterà, sapendo che se andrà male, perderà i suoi soldi”. I primi segnali stanno già arrivando: “Diversi clienti ci hanno segnalato che, nonostante avessero prenotato con una tariffa flessibile, sono stati trattati esattamente come tutti gli altri” continua Pisanò, che chiarisce: “Non dico che queste tariffe a sovrapprezzo siano inutili, anzi: dal punto di vista contrattuale possono essere risolutive. Ma bisognerà lottare per vedersi riconosciuti i propri diritti”. Le fa eco Dona, secondo il quale ogni contratto dev’ essere letto molto attentamente, soprattutto in questa fase di incertezza. “Sarebbe però sbagliato generalizzare: ci saranno sicuramente albergatori che abbasseranno i prezzi e ci tratteranno in modo speciale per invogliarci prima a prenotare, poi a ritornare”. La casa vacanze Chi ha la possibilità di scavalcare tutte queste incognite lo farà molto volentieri. Stiamo parlando anche dei proprietari di seconde case. “AirBnb in questo senso è un osservatorio privilegiato – spiega Massimiliano Dona – e sono molti i proprietari che stanno togliendo la propria casa dalla piattaforma, almeno per i prossimi mesi. Chi ha la seconda casa, quest’ estate la userà per passarci le vacanze”. Ma anche chi non ha la fortuna di avere un secondo immobile, magari in località turistiche, andrà alla ricerca di queste soluzioni. “Attenzione però alle truffe: l’ anno scorso registrammo un boom di annunci falsi e caparre versate per immobili inesistenti” avverte Dona. Per evitare brutte sorprese chiedete molte foto, leggete recensioni su siti diversi, cercate sempre un contatto diretto con la controparte, diffidate dei pagamenti attraverso ricariche di carte di debito, non inviate mai documenti personali. Idee per ripartire Nel frattempo Federalberghi ha lanciato la campagna “Cambia la data”, per invogliare i turisti a non cancellare le prenotazioni ma solo a spostarle “senza timore di dover incorrere in penalizzazioni”. Un invito che, alla luce del Cura Italia, suona più come una scelta obbligata, visto che l’ alternativa (il rimborso) è ormai una chimera. Per salvare vacanzieri e operatori Unione nazionale consumatori propone al governo di abbassare temporaneamente l’ Iva sui pacchetti turistici (dal 22 al 10%) e per le prenotazioni alberghiere dal 10 al 4%. Una misura che renderebbe più allettanti le tariffe senza, per questo, pesare sulle imprese turistiche. Per rilanciare il turismo c’ è chi prende spunto dalla finanza. I travel bond sono dei voucher che consentono di prenotare hotel, pacchetti turistici, ristoranti a prezzo scontato. Così le aziende, intanto, incamerano il denaro. E quando finirà la pandemia il cliente riscatterà il bond e si godrà l’ esperienza. Anche perché fin quando non ci saremo liberati del rischio contagio, non è sicuro che i servizi aggiuntivi come palestre, piscine, saune possano essere fruiti. Perché l’ automobile Come detto, si viaggerà poco all’ estero. E questo, di per sé, esclude gran parte degli spostamenti in aereo a scopo ricreativo. La paura del virus farà il resto. Perché se è vero che sia Trenitalia che Italo dal 4 maggio hanno preso tutte le precauzioni possibili, dai sedili occupati “a scacchiera” all’ obbligo di mascherine e guanti, il timore di essere contagiati potrebbe spingere molti italiani a preferire, quando possibile, l’ auto privata o – i più fortunati – il camper. E a proposito di viaggi in treno o aereo, c’ è il rischio concreto che le tariffe subiscano un’ impennata. Sia perché le società di trasporti vivono una crisi senza precedenti, sia perché dovranno per forza viaggiare con mezzi semivuoti rispettando le norme di distanziamento. “In base alla legge della domanda e dell’ offerta ci dovremmo aspettare un rialzo delle tariffe – spiega Pisanò – tuttavia, al momento non ci risultano segnalazioni in merito”. Quello che per alcuni è una possibilità, secondo Codacons è già realtà dei fatti. Secondo l’ associazione, che ha monitorato alcune tariffe di Alitalia e Trenitalia, alcuni biglietti stanno già subendo pesanti rincari. “Ma anche noi abbiamo ricevuti diverse segnalazioni, in particolare su treni diretti al sud, di prezzi più alti e di offerte introvabili che prima erano invece.

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