29 Giugno 2001

In Italia c?è poca concorrenza

«In Italia c?è poca concorrenza. Difficile difendere consumatori e libertà di mercato»

ROMA Le compagnie petrolifere non dovranno pagare la mega-multa di 482 miliardi inflitta dall?Antitrust per un presunto cartello sul prezzo dei carburanti che avrebbe violato in modo grave le norme sul libero mercato. E le società del gas saranno tenute a non aumentare le tariffe e a confermare la riduzione di 23,7 lire al metro cubo, già disposta dall?Authority dell?energia e bocciata dal Tar della Lombardia. La sesta sezione del Consiglio di Stato ha emesso ieri due sentenze che, pur chiudendo un periodo di aspre polemiche, hanno suscitato non poche reazioni, talvolta contrastanti. La prima sentenza accoglie i ricorsi presentati da sette compagnie petrolifere contro la sentenza del Tar del Lazio favorevole al provvedimento dell?Antitrust, annullando la mega-multa che aveva bloccato anche la concertazione con le organizzazioni dei gestori della rete distributiva in un momento importante per la ristrutturazione. La decisione arriva a pochi giorni dalla scadenza del termine fissato per il pagamento (2 luglio) e conclude definitivamente la controversia giudiziaria aperta da Esso Italia, Agip Petroli, Kuwait Italia, Shell Italia, Erg Petroli Tamoil, Totalfina Elf Italia, nonchè dall?Unione Petrolifera, davanti al Tar del Lazio con una serie di ricorsi, in cui sostenevano di «aver sempre tenuto un comportamento trasparente e conforne alle disposizioni vigenti e alle direttive governative». I magistrati amministrativi hanno depositato solo il dispositivo della sentenza e per conoscere le motivazioni bisognerà attendere ancora qualche settimana. E? evidente, però, che il Consiglio di Stato non ha ritenuto valide, comunque non sufficienti, le motivazioni che avevano spinto l?Antitrust a contestare il comportamento delle società petrolifere per «aver posto in essere una complessa intesa orizzontale che ha trovato successiva attuazione nei considetti accordi di colore». In base a tali intese veniva adottato «un identico meccanismo per stabilire il margine dei gestori, così disincentivando gli stessi dal praticare livelli di prezzo diversi da quelli consigliati», e tutto ciò «per un periodo particolarmente significativo (dal ?94 in avanti), tale da alterare in maniera consistente le dinamiche concorrenziali». La seconda decisione del Consiglio di Stato accoglie il ricorso dell?Authority dell?energia contro la sentenza del Tar della Lombardia che aveva annullato la riduzione delle tariffe del trasporto del gas deliberata dalla stessa Authority nel dicembre del ?99. In tal modo viene bloccato l?adeguamento della bolletta verso l?alto: a favore dei consumatori, ai quali alcune aziende distributrici del gas hanno applicato l?aumento tariffario, scatterà il rimborso per quanto pagato in più. Al riguardo l?Eni precisa che la decisione «non avrà alcuna conseguenza negativa sui conti del gruppo» ed anche l?Italgas comunica che «non ci sarà alcun danno economico per la società». Numerose le reazioni alla prima sentenza sullo stop alla mega-multa. «Accolgo con lo stesso rispetto – commenta il presidente dell?Antitrust Giuseppe Tesauro – tutte le pronunce dei giudici amministrativi, sia quando sono favorevoli, sia quando sono contrarie alle nostre delibere. Mi sento, però, di dire che nel settore della distribuzione dei carburanti non vi è sufficiente concorrenza e che questa situazione ricade negativamente sui consumatori». Soddisfatto, invece, il presidente dell?Unione Petrolifera Pasquale De Vito: «La decisione del Consiglio di Stato scioglie un grande equivoco. L?industria petrolifera sa di aver sempre agito con la massima correttezza e si augura che possa ristabilirsi un clima di fiducia e collaborazione». Soddisfatto pure l?Eni, che dalla sentenza trae un «effetto positivo» valutato in 216 miliardi. Ed ancora «grande soddisfazione» della Fegica-Cisl, uno dei maggiori sindacati dei benzinai, che auspica un immediata ripresa della concertazione con le compagnie. Nettamente contrarie, invece, le associazioni dei consumatori. «L?accoglimento dei ricorsi – osserva il CODACONS – è un regalo ai petrolieri».

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