In fumo 1.600 euro a famiglia Così l’ Italia non risparmia più
Stefano Grassi ROMA CASOMAI ancora qualcuno non se ne fosse accorto, la crisi è profonda e tocca quasi tutte le famiglie italiane che sempre più spesso non sanno come arrivare a fine mese. Si spende meno, si consuma meno, si produce meno: un circolo vizioso dentro il quale si stanno annodando o meglio strangolando l’ economia e la società italiana. La conferma ufficiale, certificata da cifre, percentuali e grafici è giunta ieri dal consueto bollettino Istat che mette nero su bianco, anche se parlando al passato, cioè di quanto è stato registrato negli ultimi dodici mesi dell’ anno scorso, i numeri del disastro. PRIMA della crisi economica le famiglie italiane erano le maggiori risparmiatrici d’ Europa: nel 2012 la propensione al risparmio si è ridotta dello 0,5% rispetto al 2011, attestandosi all’ 8,2%. Il reddito disponibile è diminuito del 2,1%; nell’ ultimo trimestre del 2012 è crollato dello 0,3% rispetto ai tre mesi precedenti e del 3,2% sul quarto trimestre del 2011. Tenuto conto dell’ inflazione, il potere di acquisto delle famiglie consumatrici nel 2012 è diminuito del 4,8%. Nel quarto trimestre è calato dello 0,9% rispetto al trimestre precedente e del 5,4% sul quarto trimestre del 2011. Dati che, tradotti in euro dal Codacons, significano una perdita di potere d’ acquisto per una famiglia di 3 persone equivalente a 1.678 euro (1.380 una famiglia di 2 componenti, 1848 una di 4). Mentre l’ Osservatorio di Federconsumatori valuta un aggravio a carico delle famiglie tra prezzi, tariffe e tassazione di 3.823 euro. Le più colpite sono le famiglie a reddito fisso: la forbice tra la crescita dei prezzi e quella dell’ inflazione è dello 0,5%, il che si traduce, per una famiglia media (di 2,5 componenti) monoreddito in una ricaduta di 153 euro annui. Una situazione critica che si rispecchia anche nella contrazione dei prestiti che testimonia l’ impossibilità per molte famiglie di ricorrere all’ indebitamento. L’ ufficio studi di Bankitalia rileva che i prestiti alle famiglie sono scesi dello 0,7% (dal -0,6% di gennaio), mentre quelli alle società non finanziarie sono diminuiti del 2,6 % (dal -2,8% a gennaio). Mentre i tassi d’ interesse sui finanziamenti erogati nel mese alle famiglie per l’ acquisto di abitazioni sono stati pari al 3,94% e quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo sono aumentati al 9,78 per cento. UN DATO allarmante rilevato pure dalla Bce: rispetto al reddito medio dell’ Eurozona, di 23.500 euro, quello della famiglia italiana è di 19.255 contro i 28.230 euro della famiglia tedesca. La stessa indagine, che fissa la soglia di povertà a 9.200 euro annui, rileva che in Italia una famiglia su cinque ? per l’ esattezza il 19,8% ? è al di sotto di tale soglia all’ interno di una forbice che va dal 2,1% della Finlandia all’ 80,7% in Slovacchia.
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