14 Luglio 2002

«In fuga per paura, pensavo di averli sfiorati»

«In fuga per paura, pensavo di averli sfiorati»

Il camionista: «Se avessi capito mi sarei fermato e li avrei soccorsi»



«Sono scappato per paura. Credevo di aver solo sfiorato quel pulmino». Ha cercato di difendersi così l´autista del Tir, un uomo di 56 anni originario di Bari, che ieri ha tamponato i ragazzi torinesi, provocando la morte di quattro di loro. «Se avessi saputo cosa era successo mi sarei fermato per aiutarli – ha detto ancora -, avrei chiamato i soccorsi». Da ieri pomeriggio, quando è stato rintracciato dagli agenti della polizia stradale di Forlì, continua a dire che non si era accorto di quel pulmino, di non averlo visto sbandare e schiantarsi. Ora è in cella con l´accusa di omicidio plurimo colposo. Il camionista è a disposizione del magistrato al quale dovrà spiegare il perchè di quell´urto. Un colpo sulla fiancata del Fiat che ne avrebbe provocato il ribaltamento sull´A14 tra Cesena e Rimini, ieri mattina alle 7,20. Uno schianto che ha fatto quattro vittime, due ragazzi e due ragazze tra i 16 e i 24 anni. Le testimonianze raccolte farebbero pensare a un contatto avvenuto mentre il camion, che viaggiava senza rimorchio, era in fase di sorpasso. Anche i segni che l´incidente ha lasciato sui due mezzi andrebbero in questa direzione: ammaccature nella parte anteriore destra per il Tir, in quella posteriore sinistra per il pullman. Veronica Martinelli, la 15enne che viaggiava sul furgoncino Fiat insieme ai quattro giovanissimi morti, ricoverata a Cesena per la lussazione dell´anca, ricorda quegli attimi drammatici: «Rosaria, la nostra amica alla guida, ha iniziato a sbandare per il gran colpo che il Tir ci ha dato sul fianco del pulmino. Lei davvero non ha colpa». «Abbiamo iniziato a fare così sulla strada – spiega la ragazza tracciando delle traiettorie curve con le mani – poi ci siamo ribaltati. No, davvero Rosaria non poteva farci nulla“. Ma sotto accusa finisce anche quel tratto di autostrada. Un esposto-denuncia è sui tavoli della procura di Rimini, presentato dai responsabili del Codacons. Il reato ipotizzato è quello di concorso in omicidio colposo plurimo. L´associazione chiede di controllare le misure di sicurezza su quel quel tratto stradale e di accertare eventuali responsabilità di chi ha il compito di garantire la sicurezza degli automobilisti. Di fronte all´«ennesima strage» sulle strade, il Codacons pone infatti alcune domande, che ha “girato“ direttamente alla magistratura: «Come è stato possibile il ribaltamento del pulmino? Sono state attuate tutte le misure di sicurezza essenziali in un tratto pericoloso come quello teatro dell´incidente? Il restringimento della carreggiata è stato segnalato in modo adeguato? Il guardrail era in buone condizioni e sufficientemente alto?». Nella denuncia, fa sapere il Codacons, si chiede ai magistrati di accertare tutte le responsabilità connesse all´incidente e in particolare quelle di chi deve garantire la sicurezza degli automobilisti e se siano ravvisabili gli estremi per contestare il reato ipotizzato dall´associazione. Il Codacons chiede inoltre che venga effettuato un controllo sulle misure di sicurezza presenti sul tratto incriminato, sullo stato del manto stradale, sull´adeguatezza della segnaletica orizzontale e verticale e le condizioni dei guardrail.

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