20 Maggio 2004

In Europa arriva il transgenico

In Europa arriva il transgenico

Un mais modificato finirà sulle tavole degli italiani



Roma. Bruxelles dice sì all?importazione del mais dolce transgenico in Europa. La decisione mette fine, di fatto, alla moratoria che dal giugno 1999 ha bloccato l?importazione di organismi geneticamente modificati nella Ue e concretamente ?autorizza? un nuovo uso di questo tipo di mais, il BT11, che da oggi potrà essere venduto anche in scatola o fresco, mentre finora era circolato solo sotto forma di grani. La discussione andava avanti da mesi, ma la decisione finale era scontata. Ciò non significa che da oggi l?Europa importerà un nuovo tipo di ogm, visto che il BT11 è già utilizzato liberamente nell?Unione nei mangimi e nella preparazione di prodotti alimentari quali olio di semi di mais, farina di mais, zucchero e sciroppo, snacks, prodotti da forno, fritti e soft drinks. D?ora in avanti sarà però possibile acquistare questo tipo di mais prodotto dal gruppo svizzero Syngenta Ag e coltivato dagli Usa – che ha già ricevuto il parere positivo del Consiglio superore di sanità – in scatola o fresco, magari come pop corn, non solo sotto forma di grani.L?autorizzazione dovrebbe essere valida per dieci anni e sarà obbligatorio indicare sull?etichetta degli ingredienti apposta sulla lattina e sulle confezioni di mais fresco che «questo prodotto è stato ottenuto con piante geneticamente modificate».«Il Bt11 è sicuro quanto qualsiasi altro tipo di mais» ha assicurato il commissario europeo per la protezione dei consumatori David Byrne. «Questa legislazione – ha aggiunto il commissario – prevede l?etichettatura del cibo e questo i consumatori lo potranno vedere. Prevede anche un sistema di tracciabilità che mette in grado le autorità di risalire fino al contadino, se necessario, nel caso malaugurato in cui qualcosa vada storto». Casi in cui «il cibo può essere tolto dal mercato». Immediate le critiche. Per il ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno il via libera «è un atto largamente previsto», in ogni caso sarà il mercato a giudicare posto che «tutti i sondaggi ribadiscono l?altissima percentuale (oltre il 70%) di consumatori che rifiutano gli alimenti transgenici». Si tratta cioè di prodotti finiti e confezionati che devono essere etichettati. Per il ministro, «problema ben più serio resta quello delle sementi ogm utilizzate in agricoltura», così subito dopo le elezioni inizierà l?esame del disegno di legge sulla questione. Il presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio parla di «decisione gravissima alla vigilia delle elezioni del nuovo parlamento europeo sotto la pressione delle lobbies multinazionali». Coro di no dal Codacons – «ciò consentirà a prodotti alimentari realizzati col dna di tarantole, calabroni e mosche zezé di finire sulle tavole, dice Carlo Rienzi – e da Greenpeace – «questo mais verrà duramente respinto dai consumatori». Per la Coldiretti, «l?autorizzazione concessa da Bruxelles espone l?Europa a inutili rischi che i cittadini della Ue sapranno evitare grazie all?obbligo di etichettatura».




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