20 Novembre 2007

In due settimane mille richieste di risarcimento

In due settimane mille richieste di risarcimento…

In due settimane mille richieste di risarcimento. Il 5 novembre la Cassazione ha confermato il primo indennizzo per danni da fumo. A promuoverla, anni fa, erano stati i familiari di Mario Stalteri, morto nel 1991. L`uomo venne stroncato dal cancro al polmone dopo aver fumato un pacchetto di sigarette al giorno per una vita. Il 9 marzo del 2005, la Corte d`Appello di Roma aveva liquidato agli eredi 200mila euro. La condanna fu emessa nei confronti di un produttore di tabacco, la “British american tobacco“ (subentrata ai Monopoli di Stato) che fece ricorso. Quindici giorni fa, la decisione della Corte suprema che ha confermato il risarcimento. Il primo in Italia, appunto. Per la mancata informazione sui pericoli derivati dal fumo. Dal giorno dopo, una pioggia di richieste alle associazioni dei consumatori. Se ne contano già più di mille. Un diluvio di chiamate per avviare la causa in nome di questo o quel parente stroncato da overdose di tabacco. Solo al Codacons, che ha seguito la causa di Mario Stalteri nell`ultima parte, sono arrivate più di cinquecento domande. D`altronde, era stato proprio il Codacons a sollecitare i parenti delle vittime del fumo a farsi coraggio e alzare la voce. “Invitiamo chi ha subito danni da fumo di sigaretta e i parenti di quei fumatori deceduti o ammalatisi a causa del tabacco – aveva detto Carlo Rienzi, presidente Codacons – a rivolgersi al nostro centralino telefonico, 892.007, per valutare la possibilità di avviare nuove cause di risarcimento in tutta Italia“. E` stato preso in parola. E l`eco sarà ancora più forte, assicurano i legali dell`associazione dei consumatori, quando sarà conclusa un`altra causa, sempre sui danni da fumo, che il Codacons sta seguendo da tempo. La sentenza dovrebbe essere imminente. Questo vuol dire spianare ulteriormente la strada a quelle circa 200 vecchie vertenze anti-tabacco (sempre seguite dal Codacons) già preparate e in attesa d`essere avviate in Italia e negli Usa. “Purtroppo – aggiunge Rienzi – siamo ancora distanti dalle condanne americane, anche perchè in Italia manca il danno punitivo e 200mila euro non possono certo compensare la perdita di una vita umana“. Proprio per i danni da fumo il nostro paese, ogni anno, conta dagli 80 ai 90mila decessi. Ma, fino ad oggi, i parenti dei grandi fumatori scomparsi si erano fatti scrupoli a chiedere risarcimenti: sapevano che si trattava di una causa lunga e, con ogni probabilità, senza grandi speranze. “Oggi – commenta Marco Ramadori avvocato co-presidente del Codacons – la sentenza ce l`abbiamo ma non possiamo, purtroppo, farci troppo affidamento. Dal momento che da noi esiste la discrezionalità del giudice. L`effetto Cassazione può avere un effetto limitato, va detto. Si tratta di un lavoro enorme, si contano oltre 60 pagine citazioni. Dobbiamo arrivare a trasformare queste cause in ricorsi, come le multe. Si deve ricordare che il fumo è il primo “colpevole“ delle morti evitabili e delle morti da dipendenza ma, per provare l`autenticità del danno nei singoli casi, l`impegno è grande“. Grande anche perché le multinazionali hanno lavorato a lungo per far passare un`interpretazione dei fatti: non rendere accettabili le cause di chi si è ammalato dopo che sui pacchetti di sigarette (fine 2003) sono comparse quelle gigantesche frasi di avvertimento. Tipo “Il fumo uccide“, “Il fumo provoca il cancro ai polmoni“ etc. Rigettano questa lettura i legali del Codacons. “Diciamo no perché le scritte sul pacchetto sono ininfluenti. Va chiarito che il fumo non è una libera scelta ma una forma di dipendenza – aggiunge Ramadori -. Sulla quale si specula. Rendendo il gusto, per esempio, sempre più piacevole“. Probabilmente i tempi delle cause singole sono agli sgoccioli. Il sì all`introduzione in Italia della class action (la possibilità per i consumatori di partecipare a cause collettive contro le società fornitrici di beni e servizi), infatti, permetterà, con ogni probabilità, ad una “marcia“ di massa contro i produttori di sigarette. Giacomo Mangiaracina, presidente della Società italiana di tabaccologia e medico storico paladino della lotta al fumo, scuote la testa. Ha fiducia nella sentenza della Cassazione ma, al tempo stesso, elenca tutti i danni scatenati dalle sigarette che non si conoscono. “Si parla solo di divieti – si accalora – e non si informa che oltre il tabacco si mandano giù anche i pesticidi e i fertilizzanti. Per non parlare delle micro dosi di polonio 210 che si accumulano boccata dopo boccata“. Sì, esattamente quel polonio che un anno fa a Londra uccise per avvelenamento Aleksandr Litvinenko, ex spia del Kgb.

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