18 Novembre 2009

In crescita il rischio insolvenza

Le associazioni dei consumatori denunciano sovraesposizioni In crescita il rischio insolvenza

Più chiarezza nei contratti e maggiore informazione ai cittadini. Lo chiedono le associazioni dei consumatori del Nord-Ovest, alle prese con un numero significativo di segnalazioni connesse al credito al consumo. «Abbiamo attivato, un giorno a settimana, uno specifico servizio di consulenza con un esperto in grado di trattare la materia – informa Giovanni Dei Giudici, presidente di Federconsumatori Piemonte –: arrivano una trentina di pratiche al mese». La casistica più frequente riguarda persone che hanno acceso due o tre finanziamenti, solitamente con enti diversi, e faticano a pagare: «Il primo credito viene attivato con cognizione di causa – spiega Dei Giudici – il dramma è quando si ricorre a ulteriori prestiti, contraendo debiti superiori alle proprie capacità economiche. L’importo per ogni contratto può essere basso, ma sommato agli altri lievita e pesa parecchio sul bilancio familiare. Ci chiediamo come sia possibile concedere più prestiti a persone già esposte ». Di norma, di fronte a situazioni del genere, l’associazione cerca di far convergere tutti i crediti in una sola banca o finanziaria, allungando la durata del contratto per poter diminuire la cifra da pagare mensilmente. Tra i 30 e i 40 casi al mese giungono anche sulle scrivanie dell’Adiconsum Piemonte. «Le maggiori problematiche – spiega il responsabile, Riccardo Sammartano – riguardano le carte revolving, il cui funzionamento e utilizzo non sono così chiari ai cittadini, e i finanziamenti contratti attraverso gli intermediari finanziari che alla fine risultano più onerosi per via delle ‘commissioni’». La mancanza di liquidità, particolarmente sentita in questo periodo, rischia quindi di portare al sovra indebitamento. «I consumatori sono sollecitati continuamente da numerose proposte di crediti al consumo presentate come facili e legittime – sottolinea Sammartano –il nostro consiglio è di non lasciarsi tentare e pagare all’acquisto, ricorrendo al prestito solo quando non se ne può fare a meno». Posizioni analoghe si riscontrano in Liguria. dove le associazioni dei consumatori denunciano «pubblicità ingannevoli ». La referente legale dell’Adusbef di Genova,Patrizia Monferrino, punta il dito sulla mancanza di trasparenza nei contratti: «Stiamo verificando – dice –un paio di casi in cui il taeg non è indicato in modo conforme alla legge. Quando non sono espresse chiaramente le condizioni applicate, il cittadino fatica anche a calcolare l’ammontare effettivo dell’esborso da sostenere ». Le associazioni cercano in genere una risoluzione per via stragiudiziale, in modo da evitare aggravi di spese a carico dei consumatori.  Il ricorso al credito al consumo è aumentato di recente in Valle d’Aosta, secondo il "termometro" del Codacons locale, soprattutto per le fasce deboli e per i pensionati. Poche tuttavia le segnalazioni «che riguardano – dichiara il responsabile Giampiero Marovino – prestiti contratti con centri benessere che hanno applicato tassi elevati, al limite del consentito».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this