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27 Giugno 2002

IN COSTIERA


L`emergenza-depurazione, dopo aver compromesso la qualità del mare della Costiera rischia di causare anche una voragine nei conti dei Comuni. Le sentenze che nelle ultime settimane si susseguono a ritmo continuo, infatti, stanno condannando le Amministrazioni a restituire quanto riscosso dal 1999 quale corrispettivo per il trattamento degli scarichi fognari. Motivo? Tra Sorrento e Vico Equense, nonostante non sia in funzione alcun impianto di depurazione, i cittadini sono stati costretti a pagare l?imposta. Ora, dopo un paio di anni di proteste e mugugni, la questione è finita nelle mani della Magistratura, con il Giudice di Pace di Sorrento che in diverse occasioni ha dichiarato l`illegittimità delle pretese dei Comuni a fronte di un servizio che non viene fornito.

Così, accanto alla restituzione delle somme versate dai cittadini, le Amministrazioni si sono viste condannare anche al pagamento delle spese di giudizio. In pratica, a fronte di rimborsi irrisori, le spese legali rischiano di mandare in rosso il bilancio dei Comuni. A conti fatti, quindi, per ogni ricorso accolto, l`Ente pubblico, a prescindere dalla cifra contestata, deve sborsare 500 euro per ciascun procedimento giudiziario. «Vogliamo lanciare un appello rivolgendoci alla serenità di valutazione dei Giudici di Pace affinché prendano in considerazione la possibilità di sentenze collettive per tutti coloro che chiederanno la restituzione della tassa sulla depurazione», dice l`assessore ai Tributi di Meta, Giuseppe Tito. Meta, infatti, al momento è il Comune che più di tutti si è visto penalizzare dalle sentenze, venti le condanne.
Il rischio è di trovarsi nel giro dell`anno di fronte ad una mole di risarcimenti che, tra spese di giudizio e rimborsi, ammonta a diverse migliaia di euro. «In questa ottica, ci auguriamo che i Giudici di Pace terranno in considerazione il particolare che un danno ai Comuni è indirettamente un danno ai cittadini e quindi seguiranno la strada, peraltro consentita dalla legge, delle sentenze collettive“, conclude Tito.
In effetti il rischio per i Comuni della Penisola Sorrentina è grave. Per averne un`idea, basta considerare che ci sono 20 mila utenze che di fatto si trovano nella condizione di chiedere il rimborso. Abbastanza per mettere in ginocchio anche il Comune più solido. Infatti, se da un lato i soldi riscossi a titolo di canone per la depurazione si trovano accantonati nei bilanci degli Enti, le spese di contenzioso dovranno essere fronteggiate con i fondi del bilancio. La battaglia alla tassa ingiusta è nata a Meta. A promuovere la crociata fu il Codacons, l`associazione di consumatori coinvolta dal consigliere comunale Giuseppe Aprea. E negli ultimi mesi si sono susseguiti numerosi incontri pubblici durante i quali centinaia di cittadini hanno dato mandato ai legali dell`Associazione di chiedere il rimborso.

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