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17 Luglio 2006

In Consiglio arriva la grana delle antenne

Oggi alle 15 a Ca` Loredan seduta a rischio per la maggioranza comunale
In Consiglio arriva la grana delle antenne



I gestori attendono la decisione già da due anni. In Commissione c`era stata fumata nera. Il nodo riguarda il centro storico e l`isola del Lido Dopo la chimica, arriva la grana delle antenne. Un altro elemento di tensione rischia di scuotere oggi la maggioranza che regge Ca` Farsetti. Oggi pomeriggio alle 15 il Consiglio comunale è chiamato a decidere, alla presenza in aula dei comitati di cittadini, sull`installazione di quattordici nuove antenne per la telefonia mobile sparse tra Venezia centro storico e il Lido. Pratiche che si trascinano da quasi due anni, con la richiesta dei gestori di avere le deroghe agli strumenti urbanistici. I 14 nuovi impianti sono previsti a palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale (4), al teatro Goldoni (3), a palazzo Gradenigo di Santa Giustina, sede della Venis (4), a palazzo Linetti, sede di uffici regionali e della commissione di Salvaguardia, all`Ospedale al Mare (3) e in un campo sportivo del Lido (1). Dato che non si è trovato un accordo in commissione, la patata bollente torna oggi in aula. E stavolta a gestirla sarà il nuovo assessore all`Ambiente Pierantonio Belcaro, subentrato a Laura Fincato. Patata bollente, perché proprio su quella questione la Municpalità di Mestre si è spaccata, così come le forze politiche del Consiglio. “Occorre valutare caso per caso“, frena ad esempio Felice Casson, ora senatore Ds, “e tutelare di più i siti sensibili come scuole e ospedali“. Per la inea dura anche Franco Conte (Gruppo Misto), Rifondazione e Verdi. mentre la Margherita è divisa, e Forza Italia, con Saverio Centenaro, insiste perché “la maggioranza venga allo scoperto e si assuma finalmente le sue responsabilità“. Una grana che viene palleggiata da quasi due anni, quando l`amministrazione precedente (l`assessore all`Ambiente era allora Paolo Cacciari, oggi deputato di Rc) aveva formato un accordo con i gestori impegnandosi a trovare una collocazione agli impianti “entro 90 giorni“. Un atto dovuto, ricordano gli amministratori di allora, perché la legge nazionale impone le antenne, anche se il Comune dà parere contrario. Dunque, meglio aprire una trattativa che andare al muro contro muro. Ma nel frattempo la tecnologìa si è evoluta, le richieste aumentano. Le antenne spuntano come funghi anche su edifici di pregio storico e architettonico come Ca` Vendramin Calergi, la Scuola Grande della Misericordia opera di Jacopo Sansovino, dove tra le pietre vincolate fanno bella mostra le orribili antenne grigie dei telefonini. Che intanto non servono più a telefonare, ma a fotografare, filmare, guardare la tv. Per garantire il servizio (e i loro miliardari introiti) le società di gestione (Tim, Vodafone, Tre, Wind), esigono di posizionare gli impianti. E il Comune si trova in mezzo. “Ma la salute viene prima di tutto“, tuona Franco Conte, avvocato e rappresentante del Codacons oltre che consigliere comunale, “daremo battaglia“. Anche per oggi, dunque la polemica a Ca` Loredan è assicurata.

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