IN COMA DOPO MASTOPLASTICA: CODACONS, GIRO DI VITE SU STRUTTURE
-
fonte:
- AGI
(AGI) – Roma, 24 mag. – Un "giro di vite" per l’abilitazione delle strutture che eseguono mastoplastiche e le modalita’ di intervento, ma anche cambiamenti nelle modalita’ del consenso informato e consulenze psicologiche prima dell’operazione. E’ quanto chiede il Codacons, dopo il caso della donna in coma a Caserta dopo un intervento per aumentare il seno. Il Codacons ricorda di aver chiesto da anni al ministero della Salute "un giro di vite sull’abilitazione delle strutture autorizzate agli interventi estetici e regole piu’ stringenti sulla corrispondenza tra il tipo di intervento (in anestesia locale o generale? durata media dell’intervento? Possibili complicanze?), le caratteristiche della struttura (presenza di sala di rianimazione?) e l’equipe medica necessaria". Si tratta, spiega l’associazione, di interventi a cui "si ricorre con troppa leggerezza. Si tratta, invece, di operazioni vere e proprie con tutte le possibili complicanze connesse. Per questo dovrebbero essere effettuate solo in centri che garantiscono la massima sicurezza". Ecco perche’ il Codacons chiede al ministero della Salute e alla commissione d’inchiesta della Camera dei Deputati sugli errori in campo sanitario "le cose gia’ chieste inutilmente fin dal 2007, a cominciare dal cambio delle regole sul consenso informato, considerato che molte donne si sottopongono ad interventi estetici senza conoscere le possibili complicanze: Giro di vite per le strutture; Consenso uguale. I medici devono informare adeguatamente i pazienti di tutte le possibili conseguenze impreviste e spesso irreparabili. Per questo il Codacons chiede che per ogni intervento o esame diagnostico invasivo ci sia un modello standardizzato di consenso informato uguale in tutta Italia, stabilito direttamente dall’Istituto Superiore di Sanita’, autorizzato dal Ministero della Salute, in accordo con le diverse categorie interessate, compresi ovviamente medici e consumatori. Consegna consenso. Devono cambiare le modalita’ di consegna del consenso informato. Spesso viene consegnato al consumatore 10 minuti prima dell’intervento, rendendo la rinuncia praticamente impossibile. Il consenso sembra sempre piu’ utilizzato dai medici per salvarsi da possibili ritorsioni legali che non per informare effettivamente il paziente consentendogli una libera e consapevole scelta. Obbligo di consulenza psicologica prima dell’intervento". Inoltre un’indagine conoscitiva che consenta di sapere: "Quante operazioni estetiche si fanno ogni anno in Italia e se questo dato e’ anomalo rispetto ad altre nazioni? In quale percentuale si verificano gravi complicanze? Quale e’ il business complessivo in questo settore?". (AGI) Red/Pgi
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- SANITA'
