6 Novembre 2002

IN COMA ASPETTA IL RISARCIMENTO

Stavano tornando in piena notte da una serata trascorsa in discoteca ad Este. Sulla strada tra Zovon di Vo` e Teolo, la Bmw 318 è scivolata su una lastra di ghiaccio, finendo fuori strada. Tre degli occupanti se la sono cavata solo con qualche escoriazione da poco ed un grave spavento. Andrea Zanovello, 27 anni operaio di Villa di Teolo, che sedeva davanti sul sedile del passeggero con la cintura di sicurezza allacciata, ha rischiato di morire annegato nell`acqua del canaletto di scolo dove la macchina si era capovolta. I pompieri lo hanno tirato fuori dall`abitacolo della Bmw dopo mille tribolazioni. Trasferito d`urgenza all`ospedale di Rovigo, Andrea è rimasto in Rianimazione per due mesi. Dalla terribile notte di quel 13 gennaio scorso, è in coma. I medici hanno annunciato che il risveglio potrà esserci, ma sarà molto lento: ci vorranno ancora mesi, forse anni. E per ben che vada Andrea, che dal 15 marzo è stato trasferito all`ospedale “San Camillo“ al Lido di Venezia, rimarrà inabile al 60 per cento.
«Ha bisogno di assistenza continua, così abbiamo trovato un appartamentino in affitto: mia moglie resta là, io faccio la spola tra Teolo e l`ospedale» spiega Gianfranco Zanovello, 57 anni, papà di Andrea. Il suo lavoro, dopo quel maledetto incidente, si è ridotto del 70 per cento, mentre la moglie Mariagrazia, 52 anni, cameriera ai piani, ha dovuto licenziarsi. Una situazione difficile, per fronteggiare la quale i Zanovello sono stati costretti a ricorrere ad un prestito. La Compagnia di assicurazione della Bmw, la Winterthur, si è fatta viva solo nei giorni scorsi, annunciando il versamento di una prima tranche di risarcimento. Alle richieste di aiuto da parte dei genitori del ragazzo, oberati dalle spese per l`assistenza, l`assicurazione aveva sempre risposto picche. Anche a seguito della perizia medico-legale eseguita da un fiduciario della Compagnia, che aveva accertato la gravità delle lesioni riportate da Andrea. «Per tutta risposta – spiega Gianfranzo Zanovello – la Winterthur ci ha proposto di portare Andrea in una loro clinica svizzera, dove avrebbero potuto curarlo e contemporaneamente tenere sotto osservazione l`evolversi della malattia: tutto a loro spese, ovviamente, ma senza tener conto del fatto che al Lido Andrea sta dimostrando di avere qualche lieve, ma incoraggiante, segnale di ripresa e senza tener conto anche che in Svizzera non avremmo la possibilità di assisterlo, di stargli vicino».

Una situazione denunciata anche all`Isvap, l`Istituto di vigilanza sulle assicurazioni, e al Codacons. Ora, dopo l`annuncio dell`invio di una tranche di risarcimento, i Zanovello sono tornati a sperare.

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