22 Febbraio 2013

In coda alle poste, ai Caf e ai patronati sindacali delusione e rabbia per la beffa del rimborso Imu

In coda alle poste, ai Caf e ai patronati sindacali delusione e rabbia per la beffa del rimborso Imu

 

C’ È chi si è presentato alle poste, chi al Caf, chi nelle sede dei sindacati dei pensionati, chi addirittura è entrato in banca. “Sulla lettera c’ è scritto che il rimborso arriva sul conto corrente o in contanti agli sportelli” spiegano agitando in mano un foglio bianco con il logo del Popolo della Libertà e la firma di Silvio Berlusconi. Gli impiegati e i volontari quasi non riescono a crederci, aggrottano le ciglia, leggono la missiva e allora capiscono. Sono decine le persone, soprattutto anziani e pensionati, che anche a Roma si sono illusi di poter ottenere il rimborso dell’ Imu, ingannati dalle missiva elettorale del leader del Pdl. Qualcuno si è messo in fila, soprattutto in periferia: alle poste del Tufello, a quelle di Tor Bella Monaca, a Spinaceto, nel quartiere Salario, al Prenestino. Mentre i Caf dei sindacai sono stati presi d’ assalto. Carlo Sebastiani, volontario nella sede dello Spi Cgil di via Bordoni, a Tor Pignattara, racconta: “Solo questa mattina (ieri, ndr), sono venuti in tre. ‘Che dobbiamo fare?’ mi hanno chiesto con la lettera in mano. Gli ho risposto di aver pazienza, che non c’ è nulla da fare perché si tratta solo di uno spot elettorale ». Stessa, triste, storia al Caf della Uil in via Tina Pica: «Sono venuti in 4 – racconta il responsabile Romano Lepone – Si aspettavano che gli ridessimo i soldi o che attivassimo le procedure per il rimborso. Ho dovuto rimandarli a casa. Al bar accanto al Caf mi hanno raccontato che alcuni anziani sono andati a protestare addirittura alla posta di zona. Un’ inutile perdita di tempo». Anche al Caf Cgil in via Irpinia c’ è stata una sparuta processione: “Noi li mandiamo direttamente ad Arcore” scherza il volontario dello Spi. Alla Cisl hanno fatto un piccolo censimento e sono almeno una decina gli anziani che si sono presentati ai centri di assistenza fiscale di tutta Roma. «Non un’ emergenza – dicono – ma certo è spiacevole». Per telefono o via mail in molti si sono rivolti anche alle associazioni dei consumatori, una su tutte il Codacons.

viola giannoli

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