In città 33 gli anziani di 4 residenze deceduti
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fonte:
- Il Gazzettino
LA SITUAZIONE PADOVA Tra le realtà maggiormente colpite dal dramma del Coronavirus figurano le case di riposo e i loro anziani ospiti, che più di ogni altro hanno pagato un tributo altissimo al nemico invisibile. Mentre in procura si vaglia la posizione di tre istituti tra Padova e la provincia, in città un barlume di speranza si comincia a cogliere anche nelle residenze che si sono trovate travolte da un dramma impensabile fino a due mesi fa. L’ ultima stima ufficiale diramata ieri da Ulss 6 Euganea, relativa alle case di riposo convenzionate di tutta la provincia, parla di 105 persone decedute dopo essere risultate positive al Covid-19. In taluni casi si trattava di anziani già affetti da serie patologie, tuttavia nei confronti della residenza Scarmignan di Merlara, del Configliachi (due sedi tra Ponte di Brenta e Chiesanuova) e della casa di cura privata Villa Maria la magistratura vuole vedere chiaro sull’ adozione di tutte le misure emergenziali dettate dalla straordinarietà dell’ epidemia. In altre parole, si vuole capire se si sia agito in modo corretto secondo le indicazioni fornite da Governo, Regione e Ulss. Nelle quattro case di riposo convenzionate della città i decessi accertati di ospiti positivi al Coronavirus da inizio emergenza sono stati 33. Il numero maggiore si è registrato all’ AltaVita Ira di via Beato Pellegrino che ha contato 21 vittime decedute tra la struttura e l’ ospedale, facendone la terza struttura della provincia con più defunti. Seguono le nove morti avvenute tra le 66 ospiti del pensionato femminile Maria Bambina, gestito dalle suore di Carità. L’ istituto non si è mai espresso se non per negare l’ esistenza di anziane e dipendenti positivi, quando invece il personale è ridotto all’ osso e quasi il 60% delle ospiti era stato contagiato. I tre decessi inizialmente emersi si sono invece rivelati essere il triplo, mentre la casa di riposo ha fatto appello anche alla Diocesi per cercare di reclutare infermieri e operatori socio sanitari di rinforzo. Se il Maria Bambina è la quinta residenza nel Padovano per numero di morti legate al Covid-19, l’ ottavo posto con cifre notevolmente più contenute appartiene al Civitas Vitae Oic. Nella struttura di via Toblino – che unisce le Rsa Santa Chiara e Pio XII, l’ ospedale di comunità, l’ hospice, il Residence Airone e l’ Unità riabilitativa territoriale – il contagio è rimasto contenuto nonostante la grande mole di ospiti autosufficienti e non, anche grazie alla tempestiva chiusura al pubblico risalente a due mesi fa esatti. Alla Mandria sono due i decessi di anziani risultati affetti da Coronavirus, entrambi risalenti alla fine di marzo. A oggi invece non risultano nuovi casi di positività. Uno è poi il decesso ufficializzato da Ulss 6 nella residenza di via Sette Martiri, parte dell’ Istituto Configliachi per minorati della vista. È l’ unica delle due strutture dell’ ente ad aver registrato una manciata di contagi, mentre alla Breda di Ponte di Brenta non vi sarebbero mai stati tamponi positivi. Il Configliachi è una delle strutture che risultano attenzionate dalla procura. A depositare l’ esposto e darne notizia è stato il Codacons con un’ azione di cui però la dirigenza sostiene di non aver mai avuto notifica ufficiale. La maggior parte delle direzioni ha scelto la strada della cautela, rilasciando pochissime dichiarazioni. A rompere il muro del silenzio è ancora una volta l’ Ira attraverso la direttrice Sandra Nicoletto: «Rispetto al dramma vissuto la situazione è nettamente migliorata. Dalla settimana prossima speriamo di poter dire che torniamo lentamente alla normalità. Le misure di prevenzione e controllo resteranno strettissime per i mesi a venire, ma gli ospiti positivi sono oggi meno di dieci e confidiamo che i tamponi di controllo che continueremo a eseguire diano presto la negatività totale». Serena De Salvador.
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