In città sempre più spazio alle strisce blu
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
Dal 2001 nei capoluoghi crescita media dell`80%
“Le strisce blu sono proliferate per fare cassa“. è l`accusa che è risuonata più di frequente contro i Comuni in questi giorni. In seguito, cioè, al terremoto provocato a Roma dalla pronuncia del Tar del Lazio, che ha costretto l`amministrazione guidata da Gianni Alemanno a rivedere l`intero piano delle soste fuori dal centro e a fermare i parchimetri in periferia fino a settembre. Le accuse sottese, per la verità, sono due: l`aumento dei posti e l`utilizzo improprio dei ricavi, che non sarebbero destinati alla mobilità come previsto dal Codice della strada. Quanto al primo punto, i dati lasciano poco spazio alle interpretazioni: confrontando i numeri di una cinquantina di capoluoghi di provincia monitorati dall`Aipark, tra il 2001 e il 2006 i posti a pagamento su strada sono aumentati del 60 per cento. Tra le città che hanno premuto di più il pedale dell`acceleratore ci sono Genova, Palermo e Firenze. Quest`ultima, con un posto a striscia blu ogni undici abitanti, fa registrare anche la maggiore densità tra le grandi città, superata, a livello generale, solo da Pisa, La Spezia e Lecce. C`è però chi ha deciso di tagliare i posti a strisce blu, solitamente privilegiando i parcheggi in struttura: tra questi spiccanoi Comuni di Novara, Ravenna, Belluno e altre città tra l`EmiliaRomagna e la Toscana. Tra gli esempi recenti di tagli, c`è la potatura di circa 500 posti a Torino per fare spazio alle piste ciclabili e ai bus e per spingere le auto nei parcheggi sotterranei poco utilizzati. A Brescia, inoltre, la nuova giunta ha deciso di convertire 300 posti a pagamento in parcheggi gratuiti, annunciando al contempo che saranno istituite aree di sosta riservate solo ai residenti. Quanto ai proventi dei parcheggi a pagamento, il Codice della strada all`articolo 7 prevede che siano destinati all`installazione, costruzione e gestione di parcheggi e al loro miglioramento e che le somme eventualmente eccedenti confluiscano verso interventi per migliorare la mobilità urbana. “Questa norma però è generalmente disattesa, perché la legge non prevede sanzioni se non viene rispettata – avverte Agostino Nuzzolo, assessore alla mobilità del Comune di Napoli- . La cosa è successa anche a Napoli.C`è un movimento d`opinione, Aci in testa, che chiede di rendere più stringente la normativa. I vantaggi sarebbero doppi: si darebbero più fondi alla mobilità, che nella nostra città soffre di una terribile scarsità di risorse, e migliorerebbe la propensione degli utenti a pagare “. Sempre l`Aci ha recentemente chiesto sanzioni contro i Comuni che non destinano i proventi delle multe, pari a circa 1,5 miliardi di euro (47 euro a cittadino all`anno) al miglioramento delle infrastrutture stradali. Il terzo fronte delle polemiche vede in prima fila le associazioni dei consumatori, che in molte città hanno annunciato di voler replicare il ricorso vittorioso del Codacons di Roma. Gli amministratori delle altre città, però, si mostrano tranquilli. Ricordano che può non esserci un`adeguata proporzione tra postiliberi e blu se la giunta ha deliberato, con adeguate motivazioni, che alcune aree sono di particolare rilevanza urbanistica. La proporzione non è prevista poi nelle Ztl, nelle aree pedonali e in quelle d`interesse storico. “La questione di Roma ha origine dal fatto che la delibera dell`Ostiense non era stata adeguatamente motivata – dichiara Antonio Decaro, assessore alla mobilità di Bari, città con una delle più basse densità di strisce blu, ma dove verrannno presto triplicati i posti a pagamento -. Noi abbiamo fatto riferimento a precedenti provvedimenti antiinquinamento per individuare le aree e ci sentiamo al sicuro“. Per il suo omologo di Milano, Edoaordo Croci, la sentenza del Tar è addirittura “una sentenza di cronaca locale, che non ci riguarda dal punto di vista giuridico né politico. L`estensione delle strisce blu lungo la linea 1 della metropolitana è stata richiesta dal Consiglio comunale e in seguito è stato effettuato uno studio. La regolamentazione della sosta ci permetterà di decongestionare queste aree, ora utilizzate impropriamente come parcheggi di interscambio. Ricordo che in tutto il mondo queste misure sono viste come interventi a favore dell`ambiente“. SCELTE DIVERSE A Brescia la nuova giunta vuole convertire alcune aree di sosta in gratuite, mentre a Torino si fa spazio a piste ciclabili e bus.
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